Finalmente è arrivata la notizia che i contadini sardi aspettavano da tempo: la camera dei deputati ha votato ieri, nel tardo pomeriggio, una risoluzione che impegna il governo ad intervenire per sospendere la vendita all’asta delle aziende agricole sarde soffocate dai debiti. Maria, Giulio, Omero e Giorgio potranno sospendere ora lo sciopero della fame che avevano iniziato il due ottobre per opporsi alla svendita delle oltre cinquemila aziende. Questa notizia cambierà di certo le cose, anche perchè il Banco di Sardegna, principale creditore nei loro confronti, si è impegnato con Paolo De Castro, ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e con il presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, a bloccare temporaneamente le aste in corso.
Era il 1988 quando la legge regionale 44 del 1988, «Costituzione del fondo regionale di garanzia per l’agricoltura e provvidenze per l’agricoltura», introduceva tassi agevolati per le aziende agricole che investivano sulle nuove tecnologie. Poi, nel 1991 Bruxelles è intervenuta contro quella norma perché contraria alle regole comunitarie. Da allora è iniziata la rovina delle aziende.
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