Sembra giunta a conclusione la vicenda delle oltre cinquemila aziende agricole sarde che rischiavano di essere vendute all’asta.
La vicenda risale a qualche mese fa in seguito ai debiti che i contadini avevano accumulato in seguito all’impungativa della Commissione europea di una legge regionale che costituiva un regime di aiuti per le aziende agricole in difficoltà.
Dopo mesi di sciopero della fame, ma anche lunghe trattative e manifestazioni, ieri sera a Roma si è raggiunto un accordo tra la Regione Sardegna, il ministero delle politche agricole e il Banco di Sardegna, il principale creditore nei confronti delle aziende.
L’accordo prevede che la Regione riacquisti, tramite una società finanziaria, i crediti dal Banco di Sardegna con un importante abbattimento degli interessi dei mutui che terrà conto soltanto di quelli legali, eliminando tutti gli altri.
Ieri sera dopo l’accordo raggiunto il presidente della Regione, Renato Soru, ha ammesso il ritardo dell’intervento che ha comunque provocato la vendita all’asta di alcune aziende, e riguardo ai tempi ha comunicato che entro dieci giorni ci sarà un ulteriore incontro in cui verrà esaminata singolarmente ogni pratica. L’ammontare dell’importo legato alla legge 44 dell’88 ammonta a 118 milioni di euro.
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