Scendono in piazza a Roma sabato primo dicembre i contadini e i pastori sardi per rilanciare la campagna in favore delle leggi popolari per la sovranità alimentare e il referendum contro gli Ogm.
Nonostante le rassicurazioni arrivate dal ministero delle politiche agricole e dalla Regione Sardegna, dopo l’accordo raggiunto lo scorso 20 novembre a proposito della vendita all’asta di aziende agricole indebitate, continuano le proteste e lo sciopero della fame iniziato il primo ottobre a Decimoputzu [Cagliari]. L’accordo, che prevede che la Regione riacquisti – tramite una società finanziaria – i crediti verso le aziende dal Banco di Sardegna, non ha infatti fermato la vendita all’asta dei beni di alcune famiglie di agricoltori che hanno usufruito dei mutui agevolati, concessi dalla legge regionale 44/88 e poi dall’Unione europea.
«Per i contadini sardi in lotta contro la vendita all’asta delle loro terre la battaglia non è solo economica e per risolvere un problema corporativo – spiegano nel comunicato che indice la manifestazione – la battaglia è per la dignità di chi lavora la terra e consuma il cibo».
La manifestazione, alla quale aderiscono i comitati dei contadini emiliani, liguri, laziali, siciliani, pugliesi e campani, partirà alle 10 da Piramide, piazzale Ostiense, per arrivare alla Bocca della Verità. In testa ci sarà lo striscione: «Non facciamoci togliere la terra sotto i piedi». Lungo il corteo, dieci banchetti per la raccolta delle firme.
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