Nasce una nuova tappa nella lotta zapatista

Oventic, sabato 9 agosto. Dichiarando questa mattina la “morte” dei cinque Aguascalientes e la nascita di un ugual numero di Caracoles, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) ha affermato che quest’evento non significa che la sua lotta finisca qui, “ma che ora inizia un altro tipo di lotta politica”.
In una cerimonia tenuta dai membri del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale, l’EZLN ha dichiarato che oggi è cominciato un percorso storico “molto importante davanti per la nazione ed il mondo”.

Il benvenuto alle migliaia di presenti è stato dato dal comandante Rafael, poi, la dichiarazione di “morte” degli Aguascalientes è stata fatta dal comandante tzotzil Javier che, davanti a migliaia di persone giunte in questa comunità del municipio di San Andrés Larráinzar fin dal primo mattino, ha dichiarato che questo “storico incontro” segna l’inizio di una nuova tappa della lotta zapatista.

Quindi, ha ricordato che esattamente nove anni fa nacque il primo Aguascalientes nella comunità di Guadalupe Tepeyac, con il quale è cominciata la lotta politica contro il “malgoverno”. “Oggi celebriamo la morte degli Aguascalientes alla presenza dell’EZLN e della società civile”, ha aggiunto nel messaggio che, come gli altri, è stato tradotto in tzotzil, tzeltal, tojolabal e chol.

“Questo non vuol dire che la nostra lotta finisce qui, ma che inizia un’altra forma di resistenza e di autonomia dei popoli indigeni del Messico e del mondo che coinvolge tutti i settori sociali che lottano per la democrazia, la libertà e la giustizia per tutti”, ha aggiunto.

Poi, dopo la mezzanotte, il comandante Moisés, anch’egli tzotzil, ha dichiarato la nascita dei cinque Caracoles. “Oggi l’EZLN dà inizio ad una fase storica molto importante per il Messico e per il mondo (…) che si traduce in una nuova forma di lotta, di resistenza, una nuova riorganizzazione dell’EZLN, una nuova unità e resistenza, una nuova porta da cui poter entrare ed uscire”.

Ha rimarcato che questa è una nuova forma di lotta contro il “malgoverno e per il nostro diritto all’autonomia e ad autogovernarci”.
Alla cerimonia erano presenti tutti i comandanti zapatisti.

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

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