Oventic, 9 agosto 2003
Fratelli e sorelle del mondo e del Messico.
In particolare per i giovani e le giovani ed anche a tutti i presenti e non presenti che ci ascoltano lontani o vicini.
Oggi ci troviamo qui in questo luogo in cui qualche ora fa è nato, come già sapete, il Caracol “Resistenza e Ribellione per l’Umanità”.
A tutti voi un saluto rivoluzionario e speriamo che stiate bene anche se stanchi di ballare in questa festa tanto importante da non farci accorgere della stanchezza.
Giovani studenti e disoccupati di questo pianeta e di questo paese, il Messico, che cercate di continuare a studiare nelle università che vi respingono.
Se terminate gli studi, cercate lavoro e non ve lo danno, se vi danno un impiego vi pagano una miseria.
Per cui non ci sono opportunità né nell’istruzione e né nel lavoro.
D’altra parte, non rispettano il modo in cui voi volete vivere la vostra gioventù.
Ci perseguitano solo per essere diversi.
Vorrebbero che fossimo già dei vecchietti e delle vecchiette perché non si preoccupino di noi.
Non ci vogliono bene.
Ci odiano.
Ma ci temono perché noi siamo giovani e siamo capaci di organizzarci.
E qui si sbagliano perché non saremo vecchi.
Perché qualcuno muore ed altri si riproducono.
Quindi la lotta sarà sempre giovane.
Alla nostra gioventù i governi e le loro combriccole formate dai grandi impresari di tutti i tipi, ti offrono lavoro a condizione però di obbedire e di stare ai loro ordini, al loro servizio come un servo e poi ti pagano con delle briciole.
E’ così che si approfittano della nostra forza di giovani.
Fratelli e sorelle qui in Chiapas, in Messico, nel mondo, da giovani quali siamo dimostriamo che siamo capaci di organizzarci.
Non importa in quale angolo del mondo ci incontreremo per esigere i nostri diritti ed il nostro destino per il futuro che vogliamo e portare così avanti la nostra cultura ed il nostro modo di essere come siamo secondo il nostro popolo di appartenenza o gruppo in cui ti trovi.
Lottate insieme con noi, gli zapatisti.
Ti diamo l’esempio del fatto che non c’è cosa che non si possa fare.
Lottando e resistendo non c’è bomba o governo o denaro che ci fermi.
Quello che fanno i potenti del denaro è spingerci al furto, alla droga, all’alcolismo, alla prostituzione per poi dire che ci hanno ucciso perché ladri o metterci in galera per tanto tempo senza che nessuno dica niente, solo perché sei vestito come ti pare o difendi il tuo diritto o la tua cultura.
E’ ora di svegliarci.
Non lasciamoci morire come vorrebbero il ricco o il governo.
E se si deve morire, che sia solo lottando affinché la nostra morte non sia gratuita ma sia per un futuro migliore per quelli che cresceranno.
Perché non sia inutile la nostra sofferenza.
Bisogna alzarsi e guardare avanti perché, come dicono gli eroi rivoluzionari, si deve morire in piedi e non ginocchio.
E vi dico un’altra cosa, che non si creda che i governi del mondo o di quelli che appoggiano la globalizzazione miglioreranno l’economia nel paesi del mondo.
Non è così, ci deruberanno in ognuna delle nostre patrie.
Per questo è necessario che uniamo la nostra forza di giovani, che sia in qualche organizzazione che lotta onestamente e vedrete che si può lottare in questo mondo invece di restare tranquilli nella paura.
Bisogna essere valorosi.
Lottate e continuate a lottare senza smettere.
Non arrendetevi né vendetevi e così saremo più degni per i nostri popoli.
Non per cercare un posto né denaro, ma perché ci sia un popolo con giustizia e dignità su questo pianeta terra.
Poiché i partiti ed i governi dei ricchi cercano solo di sistemare qualsiasi cosa per dire che non sta accadendo niente, che tutto va bene per il futuro dei giovani o dei paesi, per questo diciamo:
Viva i e le giovani ribelli del mondo!
Viva i e le giovani ribelli del Messico!
Viva l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale!
Viva i Caracoles zapatisti!
Viva i municipi autonomi ribelli!
Dalle montagne del Sudest Messicano
Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Messico, 9 agosto 2003
(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)
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