Stimata Carmen:
Nel testo pubblicato martedì 4 febbraio in questo giornale, il subcomandante Marcos distorce le mie parole per mostrarmi come apologeta del PRD. Si riferisce all’articolo “Nel decimo anno: un bilancio” in cui ho scritto: “… è necessario lavorare dal basso ma anche in alto… attraverso i movimenti sociali ed i partiti politici, mettendo in discussione il potere ed esercitandolo dentro e fuori del governo, chiedendo riforme legali e legiferando, resistendo e proponendo”.
Se Marcos non è d’accordo con questo, che lo dica, ma che non travisi le mie parole accusandomi di vedere “nel PRD… la faccia del PT”, cosa che non ho scritto e neppure penso.
Invece, mi piacerebbe confrontare con altri la mia visione autocritica, non delle “iniziative zapatiste” ma delle numerose campagne indette dall’EZLN, a cui in molti abbiamo partecipato, perché non vedo altro modo di trovare il cammino verso la pace in Chiapas ed il riconoscimento dei diritti de popoli indios. Ma questo dibattito Marcos non lo capisce: “Non mi tratterrò dal criticare l’analisi frivola e superficiale delle iniziative zapatiste”.
Peccato.
Armando Bartra
[traduzione Comitato Chiapas “Maribel”–Bergamo]
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