San Cristobal de las Casas, 27 agosto. Un altro indigeno zapatista,appartenente questa volta al municipio autonomo Olga Isabel, è statoassassinato da un noto gruppo paramilitare. La vittima aveva già ricevutominacce di morte da parte di priisti armati membri della banda de LosAguilares, comandata dall’ex militare Sebastián Aguilar.
Le autorità autonome di Olga Isabel hanno denunciato oggi la morte diAntonio Mejía avvenuta nei dintorni della comunità K´an Akil, per mano deiLos Aguilares, che operano impunemente nella regione (all’interno delmunicipio costituzionale di Chilón) dal 1994.
Sebbene i fatti siano avvenuti domenica 25 agosto, solo oggi gli indigenihanno potuto rendere pubblica la denuncia. “Non siamo riusciti a recuperareil corpo del compagno perché i paramilitari ci hanno detto che se fossimoandati a prenderlo ci avrebbero sparato. Tentano di provocare una nostrareazione perché hanno detto che è questo che loro vogliono che noifacciamo”.
Questa è la quarta uccisione di un membro delle basi di appoggio dell’EZLNin pochi giorni, in una situazione che ogni giorno si rivela essere comeun’azione concertata di diversi gruppi paramilitari che operano nella selvae nella zona nord per perseguitare e provocare le comunità in resistenza.
I recenti movimenti dell’Esercito verso l’interno delle vallate e nel nord,lungi dal bloccare la violenza paramilitare, pare averla stimolata.
L’aggravamento della violenza nel fine settimana, a nord di Ocosingo e diChilón, coincide con lo straordinario spiegamento di truppe avvenuto tradomenica e lunedì.
Con grande enfasi, sull’ufficialista “Diario de Chiapas”, l’ex presidentemunicipale panista di Tuxtla Gutiérrez Francisco Rojas, reclamava oggil’intervento dell’Esercito contro gli zapatisti. Sotto il titolo “Stop aldisordine dell’EZLN”, il delegato statale del PAN, Francisco Rojas Toledo,ha chiesto al governo federale “di porre fine alle azioni dell’EZLN nellazona di sua influenza” e si è dichiarato per “il ritorno dell’Esercito inalcune zone strategiche di questa regione al fine di mettere ordine”.
(Ricordiamo che Francisco Rojas è figlio del deputato panista ValdemarRojas, che il 13 agosto scorso si è fatto scherno in inglese di un deputatoindigeno che parlava in lingua tzotzil dalla tribuna del Parlamentochiapaneco)
Mentre la destra razzista sta tessendo un’escalation repressiva, leautorità di Olga Isabel descrivono così gli autori della nuovaprovocazione: “Los Aguilares sono temuti da molta gente. Sono guidata dalsignor Sebastián Aguilar, una volta membro dell’Esercito ed hanno parentitutti soldati. I paramilitari ricevono armi da loro”.
Raccontano che qualche giorno prima dell’omicidio di Antonio Mejía, ipriisti hanno sequestrato un membro del municipio autonomo, "lo hannointerrogato ed obbligato a pagare una certa somma di denaro. Lo hannorilasciato solo a patto che non avesse più fatto parte del nostro municipioautonomo. Gli chiesero di Antonio Mejía e dissero che lo avrebbero fattosparire.
“Quando Antonio è stato ucciso si trovava con sua moglie. Lei è scappata inmezzo agli spari. Il compagno è caduto a 300 metri dal suo villaggio K´anAkil, vicino al luogo chiamato Reforma K´an Akil, dove vivono iparamilitari”.
Il consiglio autonomo aggiunge che nella notte del 26 agosto sono statiuditi colpi di arma da fuoco nelle vicinanze delle comunità in resistenza.“Dicono che ci uccideranno uno per uno”. Ancora una volta è chiaral’intenzione concertata di creare paura, destabilizzazione e incertezza daparte dei paramilitari. Per fare questo possono avvalersi di un terrenofertile di voci minacciose e mobilitazioni militari di grande portata.
“La nostra preoccupazione è grande perché i paramilitari non ci permettonodi recuperare il corpo del compagno”, dichiarano i rappresentanti autonomi.
“Inoltre, hanno detto che se non abbandoniamo il municipio autonomo, ci sequestreranno e ci obbligheranno a versare molto denaro. Sappiamo che questa gente è pagata per fare tutto questo ed ha cominciato con gli omicidi. Abbiamo già denunciato questo gruppo paramilitare perché ci ha già perseguitato, minacciato ed ora è arrivato a sparare e cerca di provocare la nostra reazione”.
Le autorità autonome di Olga Isabel dichiarano: “Riteniamo responsabile dell’omicidio del nostro compagno Antonio Mejía questo gruppo paramilitare ma anche i governi federale e statale. Avevamo già denunciato in passate occasioni le vessazioni dei paramilitari e loro sanno bene dell’esistenza di questo gruppo e delle sue azioni”.
(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” di Bergamo)
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