Sfogli di Carta di oggi si occupa dell’arrivo a Città del messico del viaggio della carovana zapatista. Finalmente anche i giornali (soprattutto italiani) non hanno potuto ignorare il viaggio che da oltre due settimane ha impegnato gli indigeni del Chiapas dalla Realidad fino alla capitale del Messico. Anche perché ieri nello Zocalo ad aspettarli c’erano molte centinaia di migliaia di persone, forse un milione. E non sono cifre (al di là del giudizio) che possano essere ignorate. Cosi dall’Italia all’Europa, vi proponiamo una rapida rassegna stampa di titoli e articoli su un avvenimento di portata storica pervicacemente omesso dai fabbricatori di notizie. Cominciamo dai giornali italiani. La Repubblica titola in basso pagina di prima “"Il trionfo del subcomandante” ma, poiché il richiamo si incastra dentro una foto sulla vittoria calcistica della Roma, il risultato è esilarante. Come anche l’articolo dell’inviato, Omero Ciai, che oscilla tra un sincero entusiasmo per quel che vede e l’irresistibile riflesso condizionato di cercare lo scoop e di “rivelare” volto e nome di Marcos. Sul Corriere della Sera il richiamo di prima sale, (è sotto il titolo di apertura dedicato alle elezioni francesi) e il tutto viene illustrato con una foto davvero originale di Marcos faccia a faccia con Diego Zapata, figlio di Emiliano. In pagina 13 un articolo con un titolo senza tentennamenti: “In Messico scocca l’ora degli zapatisti”. Anche Il Gazzettino di Venezia tiene bene la notizia: “La carovana zapatista ha invaso pacificamente Città del Messico per celebrare nello Zocalo la sua liturgia rivoluzionaria contro il neoliberismo ed in favore dei diritti delle popolazioni indigene del paese, oltre dieci milioni di persone, che non vedono riconosciuti i loro diritti”. La Stampa titola addirittura " Marcos in trionfo a Città del Messico":
“Sia benvenuto il subcomandante Marcos, siano benvenuti gli zapatisti”. Con queste parole il presidente messicano Vicente Fox ha salutato l’arrivo a Città del Messico dei guerriglieri e dei contadini indigeni". Il giornale on line, Il Nuovo titola “Marcos conquista lo Zocalo”.
In Spagna, L’inviato del Pais, fa un lungo racconto dell’entrata della comandancia nello Zocalo che comincia così: “I capi della guerriglia zapatista hanno fatto irruzione oggi in forma trionfale nello Zocalo della capitale del Messico sommersi da un diluvio di fiori e confetti”. Sostanzialmente simile il giudizio su La Vanguardia: “Marcos entra trionfante nella capitale”. Così l’attacco del pezzo: “Il subcomandante Marcos ha mantenuto la sua promessa: prendere simbolicamente la capitale messicana”. C’è anche un articolo su José Bové, il leader dei contadini francesi dal titolo “Bové sogna uno zapatismo universale” nel quale si legge: “L’attivista antiglobalizzazione francese che è andato in Messico invitato dal subcomandate Marcos per assistere all’entrata degli zapatisti nel cuore della città, segnala che il leader ribelle si è trasformato in catalizzatore internazionale della fobia antiglobalizzazione”.
I principali quotidiani francesi, distratti dalle loro elezioni, non si lasciano però sfuggire la portata dell’evento: “Marcos esige il riconoscimento dei diritti degli indigeni”, titola Le Monde che ha un secondo articolo, incentrato sul discorso di Marcos che inizia così: “Mai più un Messico senza di noi”, grida la folla spazientita che vuole ascoltare le parole di Marcos. Alla fine prende la parola e pronuncia un discorso che forse verrà ricordato come il meno politico di tutti i quindici che ha pronunciato nel corso della marcia. Si rivolge innanzitutto a quelli che chiama “i colori della terra” e che oggi “sono là”. Dopo aver dichiarato che è tempo di riconoscere i diritti costituzionali della cultura e dei diritti degli indigeni, dice loro: “E’ tempo che questo paese cessi di essere una vergogna. E’ il tempo dei popoli indigeni”. Infine, Liberation: “Marcos, un eroe in Messico”. Questo il sommario: “Accoglienza trionfale per gli zapatisti che sono arrivati nella capitale messicana dopo un periplo di 3000 chilometri”.
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