Marcos accusa il governo e la Croce rossa di aver mentito

Nella conferenza stampa di ieri a La Realidad due sono stati i temi principali: la decisione della Croce rossa internazionale di non accompagnare la carovana zapatista e la strumentalizzazione che Fox sta facendo della marcia verso la capitale federale. “È stato il governo messicano e soprattutto il ministro degli esteri Jorge Castaña a bloccare la partecipazione della Croce rossa–ha detto il "sup” davanti a 150 giornalisti di tutto il mondo–e la Croce rossa ha mentito all’Ezln e al popolo messicano. Dovrebbe quindi chiedere scusa e andarsene." Marcos ha ricordato che dal 1994 la Croce rossa ha partecipato, fornendo assistenza e appoggio e organizzando le “zone grigie” smilitarizzate, alle diverse fasi dell’insurrezione zapatista, garantendo con la sua presenza in alcuni casi l’incolumità degli indigeni.

“Allora, perché hanno detto che da Ginevra non era stata autorizzata la partecipazione alla carovana?” Marcos ha spiegato di aver personalmente ricevuto notizia dall’incaricato della Cri in Chiapas che da Ginevra l’operazione era stata autorizzata e che si aspettava l’assenso del governo messicano. “Abbiamo sempre fatto così–spiega il subcomandante–una parte chiedeva l’intervento della Croce rossa, che rispondeva e poi chiedeva il permesso all’altra parte”. Da Ginevra la risposta era positiva, ha concluso Marcos, ma è stato il governo a opporsi. “La Croce rossa, però, ha mentito dicendo che era stato deciso di non partecipare perché non c’erano problemi di diritti umani. Se non ci sono problemi perché allora si parla di negoziato di pace?”

Marcos ha anche attaccato la campagna di stampa condotta dai giornali vicini al presidente Fox: “Deve essere chiaro, non andiamo al Distretto federale per firmare la pace, nonostante quello che il governo sta cercando di indurre a pensare. Per fare la pace bisogna completare il dialogo, ma il dialogo, prima di finire, deve iniziare e prima che inizi devono essere rispettate tre condizioni.”
“La vicenda della Croce rossa ci ha dimostrato quello di cui siamo convinti dal 1994: l’unico appoggio alla lotta indigena può arrivare dalla società civile”

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