E cammina cammina...

Messico-2

Vi invitiamo a partecipare a un bel gioco di società [civile]. Prendete questa mappa, appendetela da qualche parte, dotatevi di piccole bandierine [il colore è a scelta] e seguite con noi, giorno per giorno, l’avventuroso viaggio di quelli che il loro portavoce subcomandante Marcos, che come al solito fa lo spiritoso “Tiene il sentido de l’amor e de l’umor”, dice Eduardo Galeano], ha chiamato “zapateros” [calzolai] e “zapatones” [parola storpiata per dire scarpone]. Insomma, l’Ejercito zapatista de liberación nacional, i suoi comandanti, il “sup” in testa, che dal 25 febbraio all’11 marzo gireranno per il Messico, da San Cristóbal de Las Casas a México DF [Distrito federal: i messicani chiamano la loro capitale De-Efe], attraversando undici stati della federazione e partecipando al Congresso nazionale indigeno nel Michoacán. Con loro, diverse centinaia di amici italiani e altre centinaia di compagni di strada [in senso letterale] di tutto il mondo, perché il viaggio zapatista è anche una metafora della migrazione di tutti noi dal regno del liberismo a un altro mondo possibile. Il governo del nuovo presidente messicano, Fox, assicura condizioni di sicurezza e apertura agli stranieri, che però dovrebbero poter restare lì solo cinque giorni. Come finirà? Cosa accadrà?

Se non avete potuto andare ad accompagnare i comandanti zapatisti nel loro viaggio fino a Città del Messico [e nel nostro fuori dal liberismo], e se giustamente non vi fidate delle informazioni dei mass media [salvo le solite eccezioni], usando questa mappa potrete farvi il vostro viaggio, seguendo giorno per giorno l’avventura sociale più entusiasmante del Messico dopo Emiliano Zapata

Domenica 25 febbraio
Già il giorno prima, la “delegación zapatista”, composta dai 24 comandanti dell’Ezln è arrivata a San Cristóbal, partendo dalle rispettive sedi. Il 25 si parte, in autobus, diretti a Juchitán, nello stato di Oaxaca, e pasando per la capitale del Chiapas, Tuxtla Gutiérrez.

Lunedì 26 febbraio
Partenza per Oaxaca, capitale dello stato omonimo, che è quello, di tutto il Messico, con la percentuale più alta di indigeni sulla popolazione. Si può immaginare che l’accoglienza a Oaxaca sarà grande.

26 / 27 febbraio
In uno dei primi comunicati sulla marcia, Marcos scrisse: “Magari facciamo una gita anche fino a Cancún”. Nella nota località turistica americanizzata dello Yucatán, infatti, si terrà una due giorni del Forum economico mondiale, una sorta di coda di Davos, contro cui le organizzazioni sociali e politiche messicane stanno organizzando la protesta, che compare anche nell’agenda dell’appello dei movimenti approvato a Porto Alegre.

Martedì 27 febbraio
Si va a Puebla, grande città industriale, sede della Volkswagen. È dove si producono i “maggiolini” che ancora circolano ovunque. La sfida, per gli zapatisti, è incontrare una popolazione urbana piuttosto lontana dal mondo indigeno. Interlocutori principali, i sindacati operai. La delegazione zapatista pernotterà in una località fuori città ancora da definire.

Mercoledì 28 febbraio
Da Puebla, o dalle sue vicinanze, la carovana, che a questo punto potrebbe essere composta da migliaia di persone che si sono nel frattempo aggregate, muoverà verso il municipio di Ixmiquilpan, stato di Hidalgo, zona indigena e famosa per una antica chiesa con convento. Qui, dopo l’"acto" serale, cioè l’incontro con la società civile, i delegati zapatisti pernotteranno.

Giovedì 1 marzo
Il traguardo di oggi non si trova sulle carte geografiche. Si chiama Nurio, è una comunità purépecha [etnia indigena del Michocán], cui l’Ezln ha rispettosamente chiesto ospitalità. La zona è famosa, in Messico, perché è il luogo dove si producono le grandi chitarre usate dai gruppi musicali tradizionali chiamati “mariachi”.

2 / 3 / 4 marzo
A Nurio si terrà, fino al 4 marzo, il Congresso nazionale indigeno, l’organismo che rappresenta le quasi sessanta etnie indigene. Prevista la partecipazione di 10 mila persone, ma, assicurano gli organizzatori, l’ospitalità è assicurata per tutti. Il 5 marzo,la delegazione parte per Toluca, stato di México.

Martedì 6 marzo
La delegazione zapatista parte da Toluca diretta a Tepoztlán, nello stato di Morelos, quello dove nacque, combatté e fu assassinato Emiliano Zapata. Durante il percorso, la carovana attraverserà un’altra grande città, Cuernavaca, sempre nello stato di Morelos.

Mercoledì 7 marzo
Da Cuautla, nei pressi di Tepoztlán, gli zapatisti andranno a Iguala, nello stato di Guerrero, per tornare poi in serata a Cuautla. Questa digressione ha una sua importanza storica e politica. Il Guerrero è stato in passato il teatro della guerriglia di Lucio Cabañas [esiste un bel romanzo di Carlos Montemayor] e, oggi, è la regione dove la repressione è più dura.

8 / 9 / 10 marzo
“Seguendo la strada di Emiliano Zapata”, quando nel 1913 la sua armata entrò a Città del Messico venendo da sud, mentre lo stesso giorno Pancho Villa entrava da nord, la carovana dell’Ezln arriverà da Cuautla fino a Milpa Alta, nello stato di México, e il giorno dopo andrà fino a Xochimilco, praticamente un quartiere periferico della metropoli.

11 marzo
È il giorno dell’ingresso a città del Messico, fino allo Zocalo, la grande piazza storica. Si pensa che vi saranno milioni di persone. Nei giorni successivi la delegazione incontrerà il Congresso.

Tags assegnati a questo articolo: chiapas, democrazia, zapatismo, marcos

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