Quattordici anni dall’inizio dell’avventura zapatista, cinque dalla nascita dei municipi autonomi che dagli iniziali trenta sono ora diventati 45, i governi del Messico che si sono succeduti hanno attraversato diverse fasi di incontro-scontro con gli indigeni della Selva Lacandona e l’attuale presidente in carica, Felipe Calderon, pare ora aver deciso di sferrare l’affondo finale. Lo sta architettando utilizzando i tradizionali «strumenti» come le forze speciali, le intimidazioni, le violenze ma anche attraverso nuovi meccanismi camuffati da legalità che prevedono la progressiva espulsione delle comunità indigene dai loro territori. Il tutto, nel disinteresse o nell’assenza di informazioni che avvolge il territorio del Chiapas.
Così, per rilanciare le giunte del Buon Governo e sollecitare interventi istituzionali a tutti i livelli, Ernesto Ledezma, presidente della ong messicana Capise è ora in Italia. Oggi era al Municipio X a discuterne con il presidente, Sandro Medici e alcuni altri rappresentanti locali: l’assessore competente dell’XI Municipio e Anna Pizzo del Consiglio regionale del Lazio. Al termine dell’incontro, le prime decisioni: un incontro a Roma tra i municipi che hanno avviato rapporti con le comunità zapatiste prima del Forum europeo zapatista che si svolgerà ad Atene dal 9 all’11 maggio. E, al ritorno, il 23 dello stesso mese, nell’ambito della due giorni organizzata dai promotori italiani della Campagna di solidarietà, un nuovo incontro questa volta di livello nazionale, per preparare la carovana che andrà in Chiapas in agosto.
Alle 17, nell’aula 6 della facoltà di lettere dell’università La Sapienza, Ernesto Ledezma tiene una conferenza. E questa sera, dalle 21, il direttore del Capise incontrerà i movimenti romani, e chi vuole partecipare, nella sede di Carta [in via dello Scalo di San Lorenzo 67].
Dopo la prima tappa romana, Ledezma sarà a Firenze il 4 aprile, dalle 15 alla facoltà di Agraria dell’università e alle 21 al centro sociale Intifada di Empoli, il 5 aprile a Milano e il 6 aprile a Vicenza, alle 18 al presidio permanente No Dal Molin.
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