Si degrada sempre di più la situazione nei territori autonomi zapatisti, a causa delle continue provvocazioni dell’esercito e dei gruppi paramilitari. L’ultima denuncia arriva dalla Giunta di buon governo «El camino del futuro», che lancia un appello «al popolo del Messico e al mondo, ai compagni dell’altra campagna, ai mezzi di comunicazione, ai difensori dei diritti umani, alle Organizzazioni non governamentale», dopo un’incursione militare e di polizia avvenuta il 4 giugno nelle vicinanze del caracol di La Garrucha, alla quale hanno partecipato 200 «provocatori». Operazione giustificata con la ricerca di coltivazioni di marijuana. Secondo la Giunta di buon governo, il 4 una colonna composta da dieci veicoli e da un blindato ha fatto irruzione nel caracol. Di fronte alla reazione degli zapatisti, scrivono quelli di El camino del futuro, «i soldati sono risaliti sui veicoli ed hanno proseguito la loro strada, mentre gli altri che stavano davanti intimorivano la popolazione». Direzione il villaggio di Galeana, dove «uomini, donne, bambine e bambini si sono organizzati per respingerli, pronti a tutto». A metà strada indigeni e truppe si sono incontrati «e sono cominciati i disordini; con tutto il loro coraggio gli zapatisti hanno detto ai soldati di andarsene». Questi dicono di «sapere» che lì c’è marijuana e che «passeremo dei guai». Gli indigeni hanno tirato fuori machete, bastoni, pietre, fionde, «e tutto quello che c’era a portata di mano» per respingerli. I soldati se ne sono andati, dopo aver minacciato di tornare «tra 15 giorni».
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