Le cascate di Agua Azul in Chiapas, bottino ecoturistico di Opddic

Organizzazioni civili di San Cristóbal de Las Casas richiedono al governatore Juan Sabines la sospensione delle minacce e delle aggressioni contro ejidatari di San Sebastián Bachajón, aderenti all’Altra campagna e simpatizzanti dell’Ezln, da parte di membri dell’Organizzazione che si autodefinisce per la Difesa dei Diritti indigeni e contadini [ Opddic], col pretesto di un pedaggio per l’entrata dei turisti alle cascate di Agua Azul, nelle vicinanze dei municipi di Chilón e Tumbalá.
L’organizzazione ambientalista LMaderas del Pueblo ha scritto al mandatario chiapaneco: «Dall’inizio della sua gestione, coincidendo con quella federale di Felipe Calderón e quella municipale, in Chilón, di Antonio Moreno López, si sono incrementate minacce e le provocazioni da parte di gruppi appartenenti all’Opddic contro simpatizzanti zapatisti dell’ejido San Sebastián Bachajón e dentro l’area naturale protetta delle cascate di
Agua Azul. Queste aggressioni, inoltre, hanno contato sull’appoggio ufficioso della Commissione nazionale delle Aree naturali protette e della Segreteria di Ecosistema e Risorse naturali [Conanp-Semarnat]».

Come membri della società civile organizzata nell’ambito ecologista, aggiungono: «non possiamo svincolare queste azioni – il cui taglio quasi paramilitare fa ricordare il nefasto gruppo de Los Chinchulines – dalle ambizioni dei potenti interessi nazionali e transnazionali volte a impadronirsi direttamente e indirettamente dei territori indigeni, ricchi di risorse naturali strategiche [biodiversità, acqua e coperta forestale], con l’intenzione di privatizzarli per un miliardario lucro privato», mascherato da «servizi ambientali».
In questo caso, «il bottino disputato è l’acqua e la bellezza scenica di questa zona naturale che sotto il travestimento di un falso ecoturismo [che in realtà è un turismo elitario di avventura] sta sullo sfondo di queste
aggressioni impunite».

Di fronte alle nuove provocazioni dell’Opddic contro i simpatizzanti zapatisti, come le minacce alla missione gesuita di Bachajón ed al Centro dei Diritti indigeni [Cediac], «con la complicità della procura dello stato, del delegato di Governo Felipe Hernández e del presidente municipale priísta Antonio Moreno López», Maderas del Pueblo sollecita «misure precauzionali al fine di evitare aggressioni del gruppo dell’Opddic in San Sebastián Bachajón, particolarmente alla cabina di entrata alle cascate».
Richiede pure misure precauzionali per la missione di Bachajón e per Cediac. L’Ong chiede di investigare e di punire «tutti gli atti di complicità o di permissivismo di funzionari statali e municipali, riguardo le azioni violente
dell’Opddic contro ejidatari ed abitanti di San Sebastián Bachajón».
Tra i colpevoli individua, «in particolare», l’agente del ministero pubblico Jorge López Pérez, il delegato di governo Felipe Hernández, il sesto consigliere comunale di Chilón Antonio Jiménez García, e il già menzionato presidente
municipale.

Resoconto degli attacchi

Maderas del Pueblo esige la sospensione immediata di «tutte le azioni di appoggio dirette o indirette, concesse all’Opddic da parte di Conanp-Semarnat».
Inoltre, il Centro dei Diritti umani Fray Bartolomé de Las Casas, oltre a pronunciarsi nello stesso senso, ha dichiarato di aver documentato le aggressioni dell’Opddic che sono state rese possibili grazie alla protezione ed all’appoggio politico offerto dalle autorità e dal Pri statale», configurando «un modello preoccupante».
Tra di queste ci sono gli attacchi armati contro gli abitanti di Bayulubmax, il 10 agosto 2007; il tentativo di imprigionamento, partendo dalla fabbricazione di reati contro i suoi oppositori in Bachajón e Chilón, «operato con la responsabilità dell’anteriore pubblico ministero di Bachajón, Jorge López Pérez, e l’intervento del delegato di Governo Felipe Hernández che ha occultato» queste manovre.
Inoltre le aggressioni dell’Opddic e dei poliziotti della Preventiva e della Stradale nelle comunità zapatiste Bolom Ajaw [il 21 febbraio] e Betel Yochib [il primo febbraio], nella stessa regione.

[da La Jornada del 3 agosto 2008, tradotto dal Comitato Chiapas di Torino]

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