Il compleanno d'argento dell'Ezln

Oggi, 17 novembre, l’Esercito di liberazione nazionale festeggia il suo venticinquesimo compleanno. L’ultima «convocazione» dall’Ezln è arrivata alla fine di settembre, con l’invito al «Festival della rabbia degna»: dal 26 dicembre al 4 gennaio 2009, il festival si svolgerà attraverso diverse tappe e iniziative tra Città del Messico, Oventic e San Cristobal de las Casas. Diceva la convocazione di Marcos: «Dalla nostra apparizione pubblica, ormai quasi quindici anni fa, è stato nostro impegno l’essere ponte affinché le ribellioni passino da una parte all’altra. A volte ci siamo riusciti, a volte no. Ora vediamo e sentiamo non solo la ribelle resistenza che, sorella e compagna, continua ad essere al nostro fianco ed incoraggia i nostri passi. C’è ora qualcosa che prima non c’era, o che non riusciamo a vedere allora. C’è una rabbia creativa. [..] Per tutto questo, e come parte degli eventi in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale, i 15 anni dell’inizio della guerra contro l’oblio, il quinto anno delle giunte di buon governo e il terzo anno dell’Altra Campagna e della Zezta Internazionale, gli uomini, donne, bambini e anziani dell’Ezln invitiamo tutt@ i ribelli del Messico e del mondo alla celebrazione del primo Festival mondiale della rabbia degna dal tema: un altro mondo, un altro cammino: in basso e a sinistra».
Di seguito, in occasione del compleanno dell’Ezln, pubblichiamo un articolo uscito sabato sul quotidiano messicano La Jornada, di Gloria Muñoz Ramírez. La traduzione, come sempre, è del comitato «Maribel» di Bergamo.

Il 17 novembre gli zapatisti del Chiapas, del Messico e del mondo festeggiano il primo quarto di secolo di un’organizzazione politico-militare venuta alla luce con l’insurrezione indigena del primo gennaio 1994, data storica che segna un prima e un dopo non solo della vita politica nazionale, ma della speranza di un popolo e del suo diritto di ribellarsi.
Pochissime persone fuori del Chiapas erano a conoscenza del segreto dell’incubazione di un movimento guerrigliero nella selva Lacandona. Dovevano passare dieci anni di organizzazione clandestina perché i popoli maya e i ribelli che formano l’Esercito zapatista di liberazione nazionale decidessero di dichiarare guerra al governo del Messico e al suo esercito. E da quel momento sono già trascorsi quindici anni.
Dieci anni di crescita nell’oscurità, nel silenzio di chi non ha altro da perdere. Tra il 1983 e 1993 gli zapatisti erano soli. Un periodo della loro storia che è stato svelato solo in parte e non si riesce ancora a dimensionare. Un decennio quasi inverosimile, inimmaginabile, se non fosse per le testimonianze di chi partecipò alla crescita e al consolidamento di un esercito formato da migliaia di combattenti e decine di migliaia di basi di appoggio. Tutte e tutti loro festeggiano il compleanno d’argento.
Come ogni anno ci saranno feste negli accampamenti e nei villaggi zapatisti, così come si svolgono celebrazioni in molte parti del Messico e del mondo.
A Parigi ci sarà festa con cuscus berbero, organizzata dal Comitato di solidarietà con i popoli del Chiapas in lotta, mentre il 20 novembre la festa sarà a Münster, Germania. Tutto il mese di novembre è stato scelto da diversi collettivi della Grecia per celebrare i popoli zapatisti, ad Atene, Salonicco, Patrasso, Ioanina e Creta. Nella città di Göteborg, Svezia, il 29 novembre si svolgerà un festival latinoamericano con ritmi «tremendamente latini», in appoggio ai popoli originari del sudest messicano e del Salvador. In Austria oggi ci sarà una notte culturale con musica, foto e documentari. A Saragozza, Spagna, c’è stata baldoria zapatista il 14 novembre.
È un quarto di secolo, ma, come direbbe il tenente colonnello Moisés, «è molto poco, ne manca ancora». Congratulazioni e grazie a tutti i popoli che compiono questo quarto di secolo.

Tags assegnati a questo articolo: chiapas, democrazia, zapatismo, marcos

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