Questo fine settimana, nei giorni 3 e 4 di settembre, si tiene nella Selva Lacandona l’ultimo degli incontri cui l’Esercito zapatista di liberazione nazionale [Ezln] ha convocato tutta la sinistra messicana [organizzazioni politiche, popoli e organizzazioni indigene, organizzazioni sociali, Ong, collettivi, organizzazioni artistiche e culturali, singoli cittadini], per discutere in merito alla proposta di lanciare “La otra campaña”, come descritta nel documento della Sexta declración de la Selva Lacandona, del giugno scorso.
Appare chiaro, dopo aver partecipato all’incontro tra Ezln e popoli indigeni, tenutosi il 13 e 14 agosto nella comunitá zapatista di Javier Hernandez, Caracol de “La Garrucha, zona Selva tzeltal, che non si tratta, come alcuni hanno scritto o affermato, di una campagna politica il cui obiettivo ultimo é quello di ‘danneggiare’ deliberatamente la candidatura di Andrés Manuel Lopez Obrador alla carica di presidente della Repubblica nelle elezioni che si terranno nel luglio 2006, tema ricorrente di molte delle analisi che in queste settimane riempione le colonne del quotidiano messicano La Jornada. No. Il progetto zapatista, e degli attori sociali che, dopo il 16 settembre prossimo, come annunciato dalla Comandancia dell’Ezln, convocheranno "La otra campaña”, sulla base di un’agenda politica condivisa nel corso delle riunioni plenarie e bilaterali che si sono realizzate a partire dal 6-7 agosto, é differente. É un nuovo progetto di nazione, che va oltre il ‘gioco’ elettorale, oltre i partiti politici e – soprattutto – guarda oltre il 2006.
É un progetto politico alternativo, all’interno del quale i popoli indigeni giocano un ruolo fondamentale. Introducendo l’assembla plenaria del 13 agosto, il Subcomandante Marcos ha affermato: “Pensiamo che come popoli indigeni dobbiamo assicurarci la posizione che abbiamo conqiustato e che non dobbiamo perderla assolutamente”. Ed ha continuato: “Oggi ci uniamo a molte altre organizzazioni, compagni. Se siete d’accordo. Nessuno rispetterá le nostre conqiuste se non le facciamo rispettare noi stessi. Perció, stiamo invitando in special modo le organizzazioni e i popoli indigeni a creare una squadra a parte in questa altra campagna e nell’ambito della Sesta”. Tema ripreso, poi, in molti degli interventi che si sono susseguiti dalla mattinata fino alle nove di sera, che hanno segnalato la necessitá di stabiliri meccanismi per avvicinare alla campagna altre organizzazioni indigene di tutto il Paese, che non abbiano potuto o voluto rispondere alla convocazione dell’Ezln, e anche quella di definire come popoli indigeni un programma minimo, “per sederci di fronte alle altre organizzazioni come indigeni”. Secondo Onesimo Hidalgo, ricercatore del Centro di ricerche economiche e politiche di azioni comunitaria, CIEPAC A.C., la riuscita della “Otra campaña” dipenderá in larga parte dal grado di partecipazione dei popoli indgeni. Intervistato, ha affermato: “In Messico non esiste nessun settore politico capace di un’azione convocatoria diretta a tutto il Paese. I popoli indigeni sono l’unico attore morale cui si puó riconoscere questa capacitá. É importante, perció, che cerchino, tutti insieme, di condurre il ‘carro’ della Otra campaña”.






