Attivisti internazionali chiedono a Fox giustizia per il caso Atenco

“È arrivato il momento che la polizia del Messico renda conto delle sue azioni”, ha dichiarato Elliot O’Brien, portavoce del Comitato di solidarietà con America Latina della città di Wellington, Nuova Zelanda, ed ha esortato il presidente Vicente Fox a “liberare i detenuti, portare davanti alla giustizia i poliziotti colpevoli e compiere i passi necessari al compimento dei protocolli internazionali ratificati dal Messico in materia di diritti umani”. Giorni dietro, insieme al Comitato di appoggio zapatista di Wellington recentemente costituitosi, l’organismo ha manifestato per la seconda volta nel mese di maggio davanti all’ambasciata del nostro paese nella capitale neozelandese. “Anche se siamo un piccolo paese in fondo al pianeta, anche qua abbiamo visto con orrore lo svolgersi degli avvenimenti in Texcoco ed Atenco, ed abbiamo iniziato una serie di azioni”, annuncia a sua volta il comitato filozapatista, e conferma il viaggio in Messico di tre osservatori della sua organizzazione. “Siamo con l’altra campagna e con i popoli di Texcoco ed Atenco”.

Questo venerdì, il Comitato zapatista di solidarietà del Nicaragua ha convocato una manifestazione davanti all’ambasciata del Messico a Managua. Lì ha inviato un comunicato all’ambasciatrice Columba Calvo Vargas e diffuso informazioni sulla repressione in Atenco. Giovedì si è svolta una protesta di fronte al consolato “del malgoverno” messicano a Francoforte, Germania; membri del collettivo Café Antisistema hanno informato la gente “sulla repressione ed il terrore di Stato”, hanno citato le testimonianze delle donne aggredite dalla polizia ed hanno solidarizzato con l’altra campagna. Ci sono state proteste anche davanti ai consolati a Zurigo, Ginevra e Lugano (Svizzera), ed una “azione di strada” nella città greca di Volos, con striscioni e opuscoli di denuncia dei pluricitati fatti nello stato del Messico. In Italia, più di 50 gruppi e collettivi organizzano per domenica un presidio davanti al consolato messicano a Milano.

Dalla prigione di Santiaguito, le detenute ed i detenuti di Atenco hanno inviato una lettera alla Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani, dove esprimono: “Fratelli, nonostante le botte, le violenze sulle nostre donne, la violenza su un compagno, l’uccisione di un bambino, il tentativo di toglierci quello che è nostro, qui tra le grida dei secondini che ci molestano, tentiamo di non ricordare quello che ci hanno fatto, né l’odore del sangue, le grida, le botte, le minacce”. Chiedono al governatore Enrique Peña Nieto: “Come dorme, signore? Come fa a parlare ai suoi figli di quello che ci ha fatto? Come può negare gli stupri ed i pestaggi? Come può parlare dello stato di diritto, dire che non c’è tortura, quando ci sono le immagini trasmesse dalla stessa televisione prezzolata che mostrano che ci hanno torturato fisicamente e psicologicamente? Come può fornire la vernice per cancellare quello che ha fatto non solo a noi ma alle nostre madri, figlie, sorelle, fratelli mariti, mogli? Da lei come padre dipende la crescita dei suoi figli; se raccontasse loro quello che è successo, rimarrebbero traumatizzati”. Chiedono inoltre agli osservatori internazionali: “Esaminate con attenzione le irregolarità ed anomalie del nostro caso e diffondetele al mondo. Portiamo a vostra conoscenza che tutti siamo in sciopero della fame”.

Intanto, Ação Rebelde Dignidade Candanga inizia questo sabato a Brasilia un’assemblea per discutere sull’altra campagna , l’Incontro Intergalattico e la sua posizione rispetto alle prossime elezioni in Brasile. Il collettivo ripercorrerà la storia del movimento zapatista “per trasmettere un poco delle persone che ci ispirano per agire nella nostra realtà”. L’atto si svolgerà nella Biblioteca Dimostrativa della capitale brasiliana e vi partecipano organizzazioni, collettivi ed individui di quel paese.

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel”–Bergamo)

Tags assegnati a questo articolo: chiapas, democrazia, zapatismo, marcos

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia