Dai detenuti di Atenco l'appello alla diffusione della verità

Martedì, 30 maggio

“Fratelli dei diritti umani dell’Unione europea, da qui, dalle celle e dai muri, ci rivolgiamo a voi con carta e penna, che sono le nostre uniche armi insieme alla nostre coscienze e convinzioni. Fratelli, ci hanno colpito picchiandoci e abusando delle nostre donne e di un nostro compagno, uccidendo un ragazzo, facendo urlare i prigionieri. Cerchiamo di non pensare a quello che ci hanno fatto, di non ricordare l’odore del sangue, le grida, i colpi e le minacce”.
E ancora, più avanti nella lettera che i prigionieri politici di San Salvador Atenco hanno scritto alla Commissione civile internazionale di osservazione dei diritti umani, in Messico dal 29 maggio al 4 giugno per investigare sui fatti occorsi a San Salvador Atenco il 3 e 4 maggio scorsi: " Osservate con attenzione le irregolarità e le anomalie del nostro processo e diffondetele nel mondo. Vi vogliamo dire che abbiamo iniziato uno sciopero della fame. Speriamo che Peña Nieto [il governatore del Estado de México, N.d.r.] non tenga lo stesso comportamento della lady di ferro dell’Inghilterra [Margaret Tatcher].
“Coscienze allerta, popoli liberi”. Quando ci sarà giustizia non ci saranno poveri, né ricchi, né carceri, né leggi".

Osservate con attenzione: questo è l’invito che ci hanno rivolto tutti gli interlocutori che abbiamo incontrato durante questi giorni, dai rappresentanti delle organizzazioni per i diritti umani [come Pablo Romo e Miguel Alvarez, di Serapaz] alle vittime della repressione a San Salvador Atenco, degli abusi e delle violazioni sui camion della polizia [nel trasferimento verso le carceri] e delle detenzioni illegali nei carceri di Santiaguito e Almoyola de Juarez, fino ai giornalisti e gli analisti politici che si sono prestati come “assessori” della Cciodh [tra loro, Ramon Vera Herrera, editore di Ojarasca, supplemento mensile de La Jornada].
Perché in Messico, in vista delle elezioni del prossimo 2 di luglio e di fronte alla grande forza acquisita nel corso degli ultimi cinque mesi dalla Otra Campaña, l’iniziativa politica lanciata nel luglio scorso dall’Ezln, si vive una nuova strategia della tensione.

In questo processo, i “fatti di Atenco” stanno a mostra di un Governo–quello del Pan–che non ci sta a perdere il potere; che non accetta l’attivismo delle organizzazioni sociali e che–per dare un segnale a tutti colpendo uno–reprime con una forza brutale [3.000 uomini di differenti corpi della polizia–e in particolare, la Policia federal preventiva–hanno accerchiato e invaso San Salvador Atenco, andando a “caccia” della gente rifugiata nelle case] l’unico movimento capace, cinque anni fa, di giocare uno scacco forte al Governo Fox. Nel primo anno di Governo dell’ex presidente della Coca Cola in Messico, la rivolta del Fronte popolare in difesa della terra [Fpdt] impedì la costruzione del nuovo aeroporto di Città del Messico: oggi l’Esecutivo presenta il conto, con gli interessi.

In carcere rimangono una trentina di persone, tra cui nove donne. È difficile capire in quali condizioni: da tre settimane sono in sciopero della fame ma non ricevono nessun tipo di assistenza medica. Pochi avvocati sono ammessi nei centri di reclusione.

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