Hanno sparato a Javier Cortés a meno di 70 centimetri di distanza

Toluca, Mex. 17 maggio. L’omicidio del minorenne Javier Cortés Santiago, avvenuto durante gli scontri tra abitanti di Atenco e poliziotti statali e federali lo scorso 3 maggio, non è stato accidentale, ma doloso, ha dichiarato oggi il Procuratore di giustizia dello stato, Abel Villicaña Estrada, poiché l’arma che lo ha ucciso ha sparato a meno di 70 centimetri di distanza dal suo corpo.

Il procuratore ha comunicato che si stanno raccogliendo le dichiarazioni dei testimoni dell’assassinio per sapere, su basi certe, chi ha sparato con l’arma calibro 38 che ha ucciso il giovane, “perché non sappiamo ancora se lo sparo è arrivato dalla gente o dalla polizia”.

Il procuratore ha rivelato che le prove dimostrano che Cortés Santiago è stato vittima di “un omicidio doloso e diretto, perché non si è trattato di una pallottola vagante. Il colpo è partito a meno di 70 centimetri di distanza tra l’individuo attivo ed il passivo, ed il minorenne si è difeso perché ha alzato il braccio ed il proiettile gli ha attraversato il braccio ed ha raggiunto il torace”.

Nel video diffuso dal Centro de diritti umani Miguel Agustín Pro lo scorso 10 maggio, nel quale i poliziotti mexiquenses ammettono che la pallottola che ha tolto la vita al minorenne è stata sparata da agenti statali, il procuratore ha segnalato che il materiale è stato già richiesto dal Pubblico Ministero.

Il procuratore dello stato del Messico ha assicurato che il video “non ha valenza legale” e “non è di utilità per le indagini sulla morte del minorenne”, ed ha aggiunto che le autorità mexiquenses ritengono che si tratti di “un montaggio”, perché non è possibile accertare l’identità dei poliziotti che parlano e le voci sono state distorte.

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

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