Marcos annuncia la creazione di centri di comunicazione contro la repressione

Il nuovo corso dell’ Altra campagna, determinato dall’aggressione della polizia contro la popolazione di San Salvador Atenco e gli arresti arbitrari e violenti di molte decine di persone, significa che il delegato Zero rimarrà nella capitale della Repubblica per un tempo indefinito, e che la priorità di questo movimento è la liberazione di tutti gli arrestati nelle prigioni di La Palma e Santiago, nel municipio mexiquense di Almoloya de Juárez.

Dopo l’assemblea nazionale degli aderenti alla Sesta dichiarazione della Selva lacandona, effettuata sabato nell’ auditorium Che Guevara, nella Facoltà di lettere

e filosofia dell’Università nazionale autonoma del Messico, l’altra campagna ha diffuso ieri una nuova proposta di attività della Commissione Sesta e una prima bozza di programma nel quale si rileva un incontro questo martedì 16 nella casa di teatro di Coyoacán, con artisti donne contro la violenza, così come una manifestazione pubblica, anche questa con artisti donne, il prossimo lunedì 22 maggio.

Il nuovo piano di azione dell’altra campagna, che secondo il programma originario in questi giorni avrebbe dovuto percorrere il nord del paese, si incentra sulla lotta per la liberazione dei detenuti e una convocazione “a tutta l’Altra ad un periodo di diffusione, propaganda e agitazione in tutto il paese e nel mondo”.

Per questo, si propongono i seguenti assi portanti “E’ accaduto questo. Lo stesso potrebbe accadere a voi. Vogliamo questo: libertà”, e si aggiunge un “invito a partecipare alle mobilitazioni” da questa domenica 14 fino ad una data non confermata.

E’ stata inoltre annunciata “una giornata di mobilitazioni civili e pacifiche in tutto il paese e nel mondo”, in data da definire, e che sarà in contemporanea. Dunque, sarà indetta una marcia nazionale dell’altra campagna a Città del Messico, e in altri paesi.

Per ciò, saranno realizzati “centri di comunicazione per la sicurezza e contro la repressione” che potranno essere per organizzazione, gruppo o collettivo, e anche per commissioni regionali, subregionali o statali dell’altra campagna.

D’altra parte, gli abitanti di Tecámac, comunità vicina a San Salvador Atenco, hanno denunciato che il governo ha iniziato un’insistente distribuzione di provviste alimentari, “fino a tre per famiglia”, per minimizzare l’effetto regionale della violenza istituzionale scatenata nella zona di Texcoco. Questa distribuzione avviene “attraverso i partiti politici, e conta sulla confusione delle informazioni fornite da radio e televisioni commerciali”. A Tecámac, si sta portando avanti una forte mobilitazione in difesa dell’acqua.

Questo è stato denunciato sabato, durante l’Incontro nazionale per definire strategie di difesa giuridica della lotta sociale, al quale hanno partecipato 30 organizzazioni di diritti umani provenienti da 17 stati. Durante detto incontro, svoltosi nel centro universitario culturale, si è denunciata che la repressione e l’impunità sono garantite dalle leggi vigenti.

L’avvocato Isaac González, dell’Università autonoma metropolitana, ha segnalato che le autorità vogliono “regolamentare la violenza e la repressione”.

Nell’incontro si è sottolineato anche che gli avvenimenti di Atenco mostrano “il degrado dell’applicazione dell’ordine da parte delle autorità”.

Partecipanti di Coahuila e Bassa California hanno denunciato che nei loro stati sono stati creati nuovi corpi di polizia “che si dedicano a indagare e intimorire gli attivisti sociali”.

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

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