Marcos va in tv a Televisa

Ore 8 e 7 minuti, il subcomandante Marcos ha negato che il movimento zapatista abbia avuto una qualche ingerenza nel conflitto della settimana scorsa in San Salvador Atenco, che ha lasciato un saldo di un morto, decine di feriti e piú di 210 detenuti.

Il leader del movimento zapatista ha denunciato che fra i detenuti ci sono donne violentate, gente ferita in pericolo di vita che non viene curata e minorenni picchiati.

Marcos ha richiesto che i prigionieri vengano liberati e che se qualcuno é responsabile di qualcosa, gli vengano formalizzate giuridicamente le accuse.

Ha negato che gli zapatisti abbiano avuto qualcosa a che vedere con la violenza che é scoppiata dopo lo sgombero di alcuni venditori ambulanti in Texcoco la settimana scorsa e anche se ha sottolineato di non essere d’accordo con l’atteggiamento degli abitanti del lougo verso la polizia, ha assicurato che questo é dovuto dalla rabbia della gente di fronte all’inettitudine dei tre livelli di governo nel
risolvere il problema con il dialogo.

Ha chiarito che non si puó comparare la forza dalla gente con quella dei poliziotti e ha mostrato un proiettile sparato presumibilmente dalla polizia dello Stato di Messico e che é stato trovato sul luogo del conflitto.

Con la giornalista Carlos Loret, del notiziario “Primero Noticias”, di Televisa, il leader zapatista ha parlato del movimento “L’altra campagna”, delle elezioni del 2 luglio, della sua vita personale e di come immagina la sua morte.

Ha negato che il suo movimento sia in ribasso e che ci siano finanziamenti stranieri de “L’altra campagna”.

L’unico aiuto é quello della gente, ha detto, che gli dá da mangiare, gli paga i trasporti e la benzina per proseguire nel suo viaggio.

Sulle elezioni, ha detto che il 2 luglio le vedrà in televisione. Ha negato di voler boicottare il processo elettorale e che si voglia distruggere il prossimo governo, anche se ha dichiarato che se le cose continuano cosí si dovrá far qualcosa per cambiarle.

Ha assicurato che se gli accordi di San Andrés, sui diritti indigeni, verranno rispettati, lui si toglierà il passamontagna e si disattiverá il movimento zapatista, ma dubita seriamente che questo possa mai accadere.

Per finire ha detto d’essere scapolo e senza figli e che immagina la sua morte per un proiettile e con il passamontagna sulla faccia.

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