Vogliono replicare l’esempio di Atenco a Cuautla, nello stato Morelos. Il governatore, Sergio Estrada Cajigal, esponente del Pan, vuole emulare il priista Enrique Peña Nieto. Decisi a farla finita con tutte le teste dell’Idra ribelle, venute fuori al passaggio della Otra Campaña, i novelli Ercole impugnano le spade per spegnere i fuochi di protesta.
Le nuove vittime sono gli abitanti di Cuautla, organizzati nel Fronte di difesa dell’acqua, da vari mesi impegnati nella lotta contro la costruzione della raffineria Millenium 3000. La data fissata, domenica scorsa. L’azione punitiva ha cercato di aprire con la forza l’impianto con l’appoggio di una ruspa, picchiatori dell’impresa e 100 poliziotti equipaggiati con armi da fuoco, manganelli, caschi e scudi. Nei giorni precedenti, la presenza del Subcomandante Marcos e della Otra Campaña avevano impedito l’apertura della raffineria.
Coloro che protestano contro la raffineria non lo fanno per capriccio o perché sono “nemici del progresso”. L’impianto è stato costruito a soli 350 metri dal pozzo El Calvario, uno dei più importanti della regione. È la fonte di rifornimento dell’80 per cento della popolazione della città. Se Millenium 3000 entra in funzione, la contaminazione del pozzo sarà imminente. I vari Medina Mora, Peña Prieto, Estrada Cajigal si sentono i nuovi Ercole, l’eroe mitico dell’antichità, simbolo di forza e di ordine, che dopo aver superato le 12 fatiche ha ottenuto l’immortalità e che, dagli antichi greci, era visto come l’unificatore dello stato.
I nostri politici, come l’eroe greco, vogliono uccidere la malvagia Idra di Lerna. Nata dall’unione di Tifone (l’uragano) e Echidna (mostro metà donna metà serpente), l’Idra possedeva un dono: quando le si tagliava una delle nove teste, ne crescevano due al suo posto.
Non sono diversi, in questo, i colonizzatori inglesi. Come sottolineato dagli storici Peter Linebaugh e Marcus Rediker, dall’inizio di quest’impresa i potenti hanno fatto ricorso al mito di Ercole e l’Idra come simbolo della difficoltà nell’imporre ordine in un sistema di organizzazione del lavoro sempre più globale. Si vedevano come l’incarnazione dell’eroe; i plebei ed i poveri erano le nove teste del mostro. L’Idra policefala è diventata il simbolo del disordine e della resistenza, una forte minaccia alla costruzione dell’impero.
L’azione punitiva a Cuautla è cominciata domenica 7 maggio intorno alle 11.30 del mattino, quando una ruspa, di proprietà di Rafael Anguiano, padrone della raffineria e spalleggiatore di Marco Adame, il candidato del Pan, alla presidenza dello stato Morelos, come l’attuale governatore, ha travolto e distrutto le fioriere che negli ultimi mesi erano state costruite dai lavoratori del Comune e dai cittadini di Cuautla per evitare l’operazione Millenium 3000.
Dietro la ruspa, 20 pick-up dei diversi corpi della polizia statale di Morelos (nuclei per operazioni speciali, antisommossa, etc) con a bordo circa 100 agenti, mentre altri 100 rimanevano a breve distanza dalla raffineria, aspettando, con 3 o 4 ambulanze e un enorme camion, in attesa del momento opportuno per entrare in azione, in appoggio alle forze di polizia, e raccogliere i corpi dei feriti nel probabile scontro.
Tuttavia, gli abitanti hanno reagito e dopo circa mezz’ora c’erano più o meno 200 persone organizzate per impedire che i distruttori si portassero via la terra, i mattoni e le piante sradicate dalla radice. Indignati, hanno evitato le provocazioni e hanno chiesto ai comandanti del nucleo operativo, ai rappresentanti dell’impresa, alle squadre di distruttori dell’azienda e agli agenti che si nascondevano dietro gli scudi: “Dove sono i documenti che autorizzano questa devastazione e la presenza di tanta polizia?”. Ed hanno gridato: “Documenti, documenti, mostrate i documenti”.
Ovviamente non avevano alcun tipo di documento ufficiale di autorizzazione e per questo gli agenti non si azzardavano a sfondare ed attaccare la gente che era rimasta pacificamente fuori dalla raffineria. Per questo gli abitanti si sono fatti coraggio ed hanno deciso di impedire la rimozione del pietrisco, della terra e dei giovani alberi abbattuti nelle fioriere. Gli uomini assoldati dall’impresa hanno iniziato allora a colpire gli uomini ed insultare le donne, senza che gli agenti facessero nulla per evitarlo. Intorno alle due e mezza del pomeriggio è arrivato un camion dell’esercito con a bordo circa 50 agenti. Non sono entrati in azione perché nessuna delle provocazioni ha avuto effetto un’ora più tardi, non essendo riusciti né nell’intento di "ripulire la zona, né in quello di provocare i manifestanti, gli uomini della Millenium 3000 hanno desistito e i comandanti delle forze dell’ordine hanno ordinato agli agenti la ritirata.
Il mito racconta che Ercole ha ucciso l’Idra con l’appoggio del cugino Iolao. Le ha tagliato la testa centrale mentre il cugino ha subito cauterizzato la ferita con un tizzone ardente per fare in modo che non ricrescesse. Dopo, l’eroe greco ha intinto le sue frecce nella bile del mostro morto, trasformandole in armi letali grazie alle quali ha portato a termine le restanti fatiche che gli erano state imposte.
Sfortunatamente, per i nostri apprendisti Ercole, le teste dell’Idra nel nostro paese, ovvero la resistenza del popolo, si duplicano ogni volta che si assesta loro un colpo. È quanto dimostra la resistenza contro la costruzione della raffineria Millenium 3000. Quelli che, inferociti, picchiano i pugni sul tavolo, non sanno che in Messico, in quello di giù, in basso, non c’è una sola testa da tagliare, ma molte.
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