Gloria Muñoz Ramírez "Solidarietà internazionale"

Cresce l’ondata di condanna internazionale alla violenza scatenata dai governi federale e mexiquense contro il popolo di San Salvador Atenco. La solidarietà non è più ora solo con gli zapatisti, che sono in allerta rossa, ma con tutti gli aderenti all’altra campagna, cioè, con tutti quelli che si stanno organizzando e mobilitando in tutto il paese al margine della politica istituzionale.

Sebbene da quattro mesi la persecuzione, l’intimidazione, le minacce e la prigione sono state la risposta del governo alla mobilitazione sociale che sta generando l’altra campagna, i recenti eventi in Atenco evidenziano che per il governo non hanno spazio né i venditori di fiori né nessun altro che si opponga ai piani macroeconomici dell’alto.

La repressione istituzionale è stata selvaggia e la risposta di organizzazioni, partiti, collettivi e persone di sinistra nel mondo non si è fatta attendere. La rete internazionale che per più di 12 anni ha respinto e denunciato la violenza contro le comunità indigene zapatiste è oggi più grande e più forte.

A Venezia, il gruppo Ya Basta ha manifestato davanti al consolato messicano per chiedere la liberazione degli oltre 200 detenuti durante l’attacco della polizia a San Salvador. Rappresentanti di gruppi e collettivi di Madrid di sostegno e solidarietà con il Chiapas sono andati a protestare all’ambasciata del Messico in quella città, dove hanno consegnato “una nota di protesta per la brutale repressione della polizia e delle autorità messicane”.

Nel paese basco, per un corteo del movimento giovanile per l’occupazione delle case ad uso comunitario, sono stati distribuiti volantini informati su quanto accaduto in Atenco e Texcoco, ed anche per oggi è previsto un presidio davanti al consolato del Messico a Bilbao.

Ugualmente, ci sono state mobilitazioni davanti all’ambasciata del Messico a Roma, indetta da associazioni e centri sociali; e di fronte ai consolati messicani a Barcelona, Vienna, San Francisco, Tucson, New York, Los Angeles, Minneapolis e Vancouver; oltre ad azioni a Montreal, Canadá, e Quito, Ecuador.

Nel Cyberspazio circolano lettere come quella della rete di solidarietà con il Chiapas, di Rosario, nella quale si manifesta “assoluto ed energico ripudio all’aggressione contro i compagni e le compagne di Texcoco e San Salvador Atenco”, e come quella del Gruppe B.A.S.T.A, di Muenster, Germania, nella quale
si esige la liberazione immediata degli oltre 200 arrestati, la fine delle aggressioni contro la popolazione e il rispetto all’integrità fisica degli attivisti dell’altra campagna.

Tavoli informativi, programmi di radio, manifestazioni pacifiche di fronte alle rappresentanze ufficiali del Messico in altri paesi, raccolta di firme, e un’infinità di attività continuano ad essere programmate in molte parti del mondo. La consegna è la stessa: l’altra campagna, e pertanto il popolo di San Salvador Atenco, non sono soli.

(Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)

Tags assegnati a questo articolo: chiapas, democrazia, zapatismo, marcos

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