La repressione contro otto venditori ambulanti di fiori da parte dell’autorità municipale ha provocato uno dei conflitti sociali più gravi degli ultimi sei anni in Messico. Un morto, più di 200 arrestati, gravi violazioni dei diritti umani, è il bilancio provvisorio dello scontro fra la comunità di Atenco e la forza pubblica. Ma il peggio potrebbe ancora venire.
Non è la prima volta nella storia recente del Messico che succede una cosa del genere. Le lotte studentesche popolari del 1968 sono iniziate con un litigio fra gli studenti della Vocacional 5 e del Liceo Isaac Ochoterena. Lo stesso è successo in altri paesi. La recente rivolta delle banlieues in Francia, alla fine dello scorso anno, è stata provocata dalla morte di due giovani che scappavano dalla repressione della polizia.
In società con gravi problemi di rappresentatività politica come la nostra, è frequente che il malcontento dei “senza voce” cerchi e trovi canali insperati per esprimersi. Anni di precarietà, stenti, peggioramento delle condizioni di vita ed umiliazioni esplodono all’improvviso per le ragioni più piccole. Questo è il caso Atenco e dell’enorme solidarietà che ha ricevuto. Attraverso questa rivolta si sta esprimendo il profondo malessere che attraversa dal basso il Messico.
Perché Atenco? Prima di tutto, perché la lotta vittoriosa degli abitanti Atenco, organizzati nel Fronte dei popoli in difesa della terra (Fpdt, che cinque anni fa bloccarono la costruzione del nuovo aeroporto, ndr), si è convertita in un duplice simbolo radicato profondamente nell’immaginario politico nazionale. Per la base, è un esempio del fatto che è possibile vincere una battaglia contro le decisioni arbitrarie del potere, senza cedere ad accordi obbrobriosi. Per i vertici, è un segnale di quanto sia nefasta la ipotetica politica di rinuncia all’uso legittimo della violenza di Stato.
La decisione dell’Esecutivo federale di lasciare inapplicato il decreto di espropriazione delle terre ejidales (di proprietà collettiva della comunità, ndr) per consentire la costruzione di un grande aeroporto, a metà del 2002, ha fatto sì che enormi interessi immobiliari e politici perdessero un grosso affare. Secondo loro, il governo federale ha dato vita ad un precedente inammissibile negoziando con i ribelli, al posto di usare la mano dura contro di loro. La loro vendetta è stata presentare tale misura come un segnale inammissibile di debolezza governativa.
In un primo momento, la soluzione ha relativamente disteso il conflitto con gli abitanti di Atenco, però non ha esaurito i motivi di tensione. Membri del collettivo ejidal hanno continuato a subire l’opposizione sistematica dell’Esecutivo statale. I loro dirigenti hanno continuato ad essere arrestati, è stata promossa la divisione della comunità, le loro richieste hanno continuato ad essere ignorate. Le autorità li hanno vessati e umiliati sistematicamente. Sono molti i media, elettronici e stampati, che li ostacolano regolarmente. In tale contesto, piuttosto che diminuire, il malessere e il rancore degli abitanti, è cresciuto.
Lungi dall’abbandonare la lotta per altre questioni, i membri del Fpdt hanno mantenuto viva la mobilitazione, utilizzando la stessa tattica che avevano messo in atto durante la lotta all’espropriazione delle terre. Inoltre, il loro appoggio ad altri movimenti sociali si è sempre mantenuto costante ed i legami con altre organizzazioni, inclusi gli zapatisti, profondi. La loro partecipazione alla Otra campaña lo dimostra.
L’avversione governativa e padronale verso di loro è cresciuta sempre di più. La loro stessa esistenza si è convertita in un fatto intollerabile, nel simbolo di un precedente inammissibile: negoziare con i ribelli piuttosto che utilizzare la mano dura.
Si è così creato un clima di conflitto duro e crescente. Piuttosto che cercare canali di dialogo e concertazione, il governo statale li ha chiusi. È questo lo schema di relazioni che è andato in frantumi il 3 maggio scorso, con l’ennesimo abuso della polizia nei confronti di otto floricoltori.
Atenco non è un’eccezione. Solo due settimane fa, alcuni poliziotti hanno tentato di reprimere con la violenza la protesta dei metalmeccanici a Lázaro Cárdenas, Michoácan, e questi si sono difesi in maniera vittoriosa. Il bilancio del numero di scontri avvenuti negli ultimi due anni fra cittadini che protestano e la forza pubblica è impressionante. Si sono verificati in tutto il paese. Atenco è solo l’ultimo sintomo di quanto già succede in altri settori della popolazione e di quanto potrebbe succedere in molti altri: la disobbedienza di chi fino ad ora è stato abituato ad obbedire a coloro che si sentono in diritto di comandare. Ovvero, la crisi di un modello di governo.
È questa profonda crisi ciò che aumenta l’ampiezza e la combattività della solidarietà che il Fpdt ha ricevuto. Ma anche quello che spiega, in parte, la repressione selvaggia contro i suoi membri. I potenti hanno deciso che ad Atenco bisognava dare una lezione esemplare a tutto il popolo del Messico, per cercare di porre un freno, una volta per tutte, alla sua mancanza di sottomissione. Per altro, ha voluto regolare i conti dopo l’affronto subìto con la sconfitta del loro progetto di nuovo aeroporto.
Tuttavia, questa vendetta ha creato un gravissimo conflitto che minaccia di estendersi ad altre regioni del paese. Il malcontento operaio è cresciuto con l’esplosione della protesta nelle miniere. L’esasperazione della campagna elettorale per indurre al voto di paura ha inasprito il conflitto. La brutalità della polizia ha indignato molti giovani e molti contadini. La grossolana manipolazione informativa contro gli abitanti di San Salvador Atenco, che ricorda le peggiori tradizioni del periodo della guerra fredda, ha offeso l’intelligenza di molti cittadini. La miccia è molto corta e l’hanno appena accesa.
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