Prosegue l’attesa per l’inizio della campagna dell’Ezln, che inizierà il primo gennaio. Intanto, anche il vescovo San Cristobal de las Casas, Felipe Arizmendi, ha manifestato il suo appoggio.
Il vescovo della diocesi di San Cristobal de las Casas, Felipe Arizmendi, ritiene che il viaggio che
farà l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale sia un passo importante “sulla strade della politica–in una forma pacifica e participativa–nel consolidamento della pace” in Chiapas.
Avverte che l’Ezln deve essere preparato ad affrontare rotture e scontri interni poiché li aspetta una lunga strada sulla quale incontreranno e parteciperanno “purtroppo molte organizzazioni che hanno i loro specifici interessi”.
Crede che la dichiarazione emessa 12 anni fa dai vescovi del Chiapas–lui, Samuel Ruiz e Felipe
Aguirre–è ancora valida, “perché eravamo d’accordo sulle ragioni profonde della sollevazione, benché respingiamo sempre il ricorso alle armi”.
Il prelato segnala che la proposta di nuove strade alternative dell’Ezln per cercare soluzioni alla
politica e all’economia “è lodevole, benché comprendiamo anche quello che questo significa”.
Aggiunge che non sarà facile amalgamare le "correnti, gruppi, persone ed organizzazioni che aderiscono all’altra campagna, perché molti hanno i loro specifici interessi e lo abbiamo già visto in questi 12 anni, quando ci sono state molte rotture e scontri interni.
“In secondo luogo, capiamo che è un lavoro a lungo termine e questo stanca molti. In 12 anni molti si sono stancati lungo il cammino. Tuttavia, ribadisco che tutto quello che rappresenta un’opzione pacifica e politica deve essere analizzata con serenità, principalmente quando è un’alternativa alle armi”.
In questo senso, il vescovo Arizmendi ha chiesto ai partecipanti che l’Altra Campagna–che inizierà il prossimo 1º gennaio e finirà alla vigilia delle elezioni presidenziali–“si svolga in pace e
tranquillità e che non ci siano persone sconsiderate che turbino l’ordine”.
“Ci sarà chi "ci sarà solamente per curiosità o per farsi fotografare con il subcomandante Marcos per poi raccontare di essergli stati vicino. Ma questa è superficialità; speriamo che durante il viaggio venga fuori qualche proposta che possa essere accolta anche da qualche militante di partiti politici o di altre istanze decisionali, per il bene del paese”.
[traduzione Comitato Chiapas “Maribel”, Bergamo]
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