Partenza da San Cristòbal
(Domenica, 25 Febbraio 2001 – 19:57) Inviata da carta
La marcia zapatista è incominciata questa mattina. La delegazione dei 23 comandanti zapatisti, più il subcomandante Marcos, accompagnata da moltissimi autobus che trasportano gruppi di solidarietà e della società civile messicana e internazionale, sta ora viaggiando verso la capitale del Chiapas, Tuxtla Gutiérrez, dove si svolgerà un breve atto pubblico e poi riprenderà la strada verso Juchitàn, nello stato di Oaxaca, sulla costa del Pacifico, dove la delegazione pernotterà.
Il World economic forum a Cancùn
(Domenica, 25 Febbraio 2001 – 15:15) Inviata da carta
Con una significativa coincidenza, nello stesso giorno in cui prende avvio il viaggio zapatista verso Città del Messico, a Cancùn, nella penisola dello Yucatan, si apre una sessione del World economic forum, quello di Davos, intitolata “México 2001”, e che vuole essere uno scambio a largo raggio sul futuro dell’economia mondiale. Ma, come ha annunciato tra gli altri il responsabile della campagna mondiale per l’annullamento del debito del terzo mondo, il belga Eric Toussaint, anche a Cancùn, come già a Davos, a Praga, a Nizza, a seattle ecc., vi saranno manifestazioni di protesta contro il liberismo.
Il discorso di Marcos
(Domenica, 25 Febbraio 2001 – 15:11) Inviata da carta
Di fronte all’enorme folla riunita a San Cristòbal, sabato sera, il subcomandante Marcos ha pronunciato un discorso in cui ha accusato il presidente Fox di voler “trasformare in merce la nostra storia”. Il testo integrale, in italiano, sarà sul sito di Carta domani, lunedì. Chi volesse ascoltare la viva voce di Marcos, può collegarsi a chiapas.indymedia.org. Altri rèportages radiofonici nel sito di Radio Sherwood – www.sherwood.it.
Gli italiani nella marcia
(Domenica, 25 Febbraio 2001 – 15:09) Inviata da carta
Il viaggio di avvicinamento del subcomandante Marcos a San Cristòbal era cominciato nel primo pomeriggio di sabato, a La Realidad, nella Selva Lacandona, dove, di fronte a decine di giornalisti e di fotografi, il portavoce dell’Ezln aveva consegnato le sue aròi e cartuccere nelle mani del maggiore Moisès, si era disarmato, “come impone la legge di concordia e pacificazione”, aveva spiegato egli stesso. Poi, Marcos era salito su un pulmino che era partito verso San Cristòbal seguito da un’altra vettura su cui erano, come scorta e osservatori, i due deputati italiani di Rifondazione comunista, Franco Bonato e Ugo Boghetta. Al momento dell’arrivo in città, poi, il veicolo su cui si trovava il subcomandante era stato circondato da un cordone di sicurezza composto da “monos blancos”, ovevro dalle “tute bianche” italiane, cui l’Ezln aveva affidato il compito di simboleggiare la presenza di centinaia di non messicani solidali con il viaggio zapatista.
Ventimila indigeni sabato sera a San Cristòbal
(Domenica, 25 Febbraio 2001 – 15:04) Inviata da carta
Nessuno immaginava che potessero essere tanti. Invece, sabato sera, il centro di San Cristòbal de Las Casas, al momento dell’arrivo della delegazione dei 24 comandanti zapatisti che ha iniziato oggi il suo viaggio verso Città del Messico, si è riempito di ventimila indigeni di tutte le etnìe della regione, tutti con il volto coperto da passamontagna e da “paliacates”, i tradizionali fazzoletti indigeni. “La più grande mobilitazione nella storia della città”, ha scritto su La Jornada Hermann Bellinghausen. Prima in un profondo silenzio, poi, quando il pullmino con il subcomadnante Marcos è arrivato enllo zocalo, la piazza principale, la moltitudine di indigeni è esplosa in un grido: “Marcos, Marcos…”. Secondo tutti gli osservatori, si è trattato di una impressionante prova di forza, civile e sociale, dello zapatismo. La manifestazione si è conclusa intorno alle 22, ora messicana. Poi, questa mattina, la partenza della delegazione, e del numeroso seguitom verso Tuxtla Gutierrez e Juchitan, nello stato di Oaxaca, dove la carovana si fermerà fino a lunedì mattina. Il quotidiano di Città del Messico, La Jornada, ha salutato l’inizio della marcia con un titolo enorme fatto di una sola parola: “Empezò”, è cominciata.






