27 Febbraio 2001

I 99 Posse dal Messico
(Martedì, 27 Febbraio 2001 – 19:49) Inviata da carta
“Proseguiremo il viaggio con ogni mezzo, anche a piedi, ma mai accetteremo i mezzi offerti da un governo ostile” Con queste parole i 99 Posse si sono uniti al rifiuto compatto deciso dalla delegazione italiana che ha respinto l’offerta del governatore priista dello stato di Oaxaca. “La polizia federale che ha seguito con molta attenzione gli autobus fin dall’inizio della carovana – dicono i 99 nel comunicato audio disponibile sul sito di Radio Sherwood – brancola nel buio e non riesce a dire che fine hanno fatto diverse tonnellate di metallo e circuiti”.

Comunicato delle comunità zapatiste europee
(Martedì, 27 Febbraio 2001 – 18:46) Inviata da carta

La carovana della dignidad, composta dalla Comandanzia General del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno EZLN ,dal CNI (Congresso Nazionale Indigeno), dal CIZ, dal CNDH ( Comitato Nazionale per i diritti umani),scortata dalla polizia federale preventiva (PFP), è partita da Oaxaca alle 4.00 della mattina.

I 6 pulmann della comunità civile internazionale e del movimento europeo delle tute bianche, numerose e organizzate e quindi capaci di garantire protezione e sicurezza alla comandanzia, sono state ostacolate nella prosecuzione della marcia. Denunciamo chiaramente a tutti i mezzi di informazione questo atto intimidatorio, teso a favorire eventuali episodi di violenza in stati come quello di Veracruz e di Puebla, che sin dall’inizio si sono pronunciati contrari ed ostili al passaggio della marcia della dignidad. Tutt’ora gli autisti delle vetture e le stesse sono irrintracciabili. Le delegazioni internazionali non hanno quindi modo di garantire e scortare la carovana. Su sollecitazione delle stesse, le associazioni per i diritti umani internazionali e locali si stanno mobilitando per garantire i mezzi di trasporto necessari e stanno comunicando alla stampa ed ai media nazionali ed internazionali la grave situazione che si è creata questa mattina. Nel contempo stanno avviando un inchiesta sul territorio, mobilitando la ‘polizia del cammino’ e le autorita locali per fare chiarezza sui motivi dell’accaduto. L’agenzia, che ha noleggiato i pullmann alle delegazioni, ha riportato la versione poco plausibile di guasti tecnici alle vetture ( una ruota bucata).

Il governatore dello stato di Oaxaca del PRI, si è reso prontamente disponibile con l’invio di 6 vetture in sostituzione, senza però motivare la scomparsa delle altre. In questo momento le delegazioni hanno rifiutato l’aiuto del governatore, per non cadere in dinamiche politiche sfavorevoli al viaggio della comandancia fino a D.F, riducendo questa situazione a mero scontro fra partiti. Le delegazioni, riunite in assemblea permanente, chiedono ai governi, federale e di Oaxaca, di motivare la scomparsa dei mezzi di trasporto, per chiarire un eventuale sequestro, teso a screditare il lavoro dell’EZLN e la marcia della societa’ civile organizzata, mutandola da carovana della dignita’ zapatista in carovana della pacificazione foxista.

L’assemblea non ha paura di affermare che, se i governi persistono nel ribadire di non sapere nulla, questi mentono. La delegazione internazionale raggiungerà comunque Puebla con mezzi propri.

Comunità zapatiste europee

Rivogliamo i nostri autobus
(Martedì, 27 Febbraio 2001 – 17:23) Inviata da carta
Dopo l’assemblea delle tute bianche italiane e della delegazione spagnola, in contatto con il Centro di Informazione Zapatista, è stato diffuso un comunicato dove si spiegavano i fatti e si comunicava l’intenzione di rifiutare gli autobus messi a disposizione dal governatore dello stato. Il viaggio della delegazione italiana deve continuare in modo autorganizzato così come l’intera marcia.“Rivogliamo i nostri autobus” insistono le tute bianche.

Cosa è successo agli autobus?
(Martedì, 27 Febbraio 2001 – 17:22) Inviata da carta
Ore 15.00 – corrispondenza di Vilma Mazza, di Radio Sherwood, dalla capitale dello stato. Un episodio “strano” è accaduto questa mattina all’alba (ore 4.00 messicane): gli otto autobus delle tute bianche italiane e spagnole non si sono presentati all’appuntamento quotidiano per la partenza della nuova tappa della marcia zapatista. I noleggiatori di Città del Messico promettevano l’arrivo immediato degli autobus con relativi autisti ma questo non è accaduto. C’è evidentemente qualcuno in questo stato, governato da un priista, che vuole bloccare o boicottare la presenza della delegazione italiana, tra le più attive e visibili all’interno della marcia. Ultima ora: il governatore dello stato concede nuovi autobus per la delegazione italiana e spagnola, in questo momento in assemblea per decidere il da farsi anche in collegamento con il Centro di Informazione Zapatista.

Oaxaca
(Martedì, 27 Febbraio 2001 – 14:55) Inviata da carta
Migliaia di persone lungo la strada e decine di migliaia sulla Alameda de Leon, la strada principale di Oaxaca, capitale dell’omonimo stato, hanno accolto ieri la carovana zapatista e ascoltato, sulla piazza della cattedrale il subcomandante Marcos, il comandante Abraham e la comandante Yolanda. La Jornada affida alla penna di Hermann Belinghausen la descrizione di un’altra festa, un altro bienvenido che la società civile dello stato ha riservato agli zapatisti. Gli indigeni innanzi tutto, quelli dello stato di Oaxaca, che hanno saldato le proprie lotte alle rivendicazion chiapaneche, ma anche studenti delle scuole superiori e organizzazioni religiose vicine all’ex vescovo di Tehuantepec, Arturo Lona, sostenitore dei diritti degli indigeni. C’erano contadini, indigeni e non, e anche punk locali, che hanno aggiunto una nota metropolitana al panorama dominato dai volti, dalle lingue e dai colori dei popoli indigeni. Belinghausen non risparmia critiche alle radio locali e ai media ufficiali che, dimostrando ancora una volta la propria ignoranza, hanno dipinto la folla in attesa degli zapatisti come “gente che ancora crede nel comunismo, persone plagiate e manipolate”.

Ricomparsi i pullman degli stranieri
(Martedì, 27 Febbraio 2001 – 14:14) Inviata da carta
Sono ricomparsi i pullman della delegazione italiana e di altre delegazioni straniere spariti questa mattina al momento della partenza da Oaxaca. Il corteo si é rimesso in moto per raggiungere il resto della carovana zapatista. Non é chiaro ancora il motivo della “sparizione”: finora l’unica spiegazione fornita é che uno degli autobus aveva bucato e si era dovuto allontare in cerca di una officina.

Minacce di morte alla carovana zapatista
(Martedì, 27 Febbraio 2001 – 14:11) Inviata da carta
Un bigliettino fatto arrivare nel finestrino di una delle auto che seguono la carovana zapatista annunciava che un noto gruppo di killers prezzolati chiamato Cortamortajas (qualcosa come “taglia sudari”) avrebbe commesso un attentato contro il convoglio zapatista nella regione di Jalapa de Marques. Un comunicato dell’Ezln ha diffuso la notizia della minaccia, chiamando la società civile ad aumentare la vigilanza, e lanciando un avvertimento al presidente Fox: “sarà ritenuto responsabile di qualsiasi cosa possa accadere”. Serio o meno che fosse il messaggio, al passaggio per Jalapa, centinaia di persone hanno fatto da cordone lungo la strada, accompagnando gli zapatisi e l’enorme coda della carovana. La marcia é ripresa.

Spariti i pullman degli stranieri
(Martedì, 27 Febbraio 2001 – 12:58) Inviata da carta
Alba, a Oaxaca, dopo una serata festosa e affollata, all’arrivo della delegazione zapatista. I circa cinquecento, tra francesi, spagnoli e italiani (che, da soli, sono quasi trecento) si preparano per la partenza in direzione di Puebla. Ma, soprpresa, i pullman sono spariti. Il motivo è ignoto, probabilmente una decisione unilaterale, diciamo così, degli autisti o dei padroni dei pullman. Così, le delegazioni europee restano a piedi, mentre la carovana zapatista riparte, come previsto. Si cerca affannosamente di capire, si cercano soprattutto altre soluzioni, magari pullman di linea di quelli che collegano normalmente Oaxaca a Puebla. Si diffondono anche notizie (non verificate) che parlano di una colonna dell’esercito che si è messa in coda alla carovana che accompagna i comandanti zapatisti: nei giorni scorsi, il governo messicano aveva escluso la presenza dell’esercito federale, nell’apparato (camionette, truppe, elicotteri) che vegliano sulla marcia.

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