28 Febbraio 2001

Brecce o baratri?
(Mercoledì, 28 Febbraio 2001–15:26) Inviata da carta
Protesta con proposta era stato lo slogan con il quale alcuni esponenti dei movimenti antiliberisrti avevano chiesto un confronto con i capitani d’industria, i presidenti e i banchieri centrali riuniti a Cancùn per il vertice del World economic forum. Nell’incontro, moderato dal presidente del Costa Rica, i rappresentanti del Gotha finanziario hanno dovuto ammettere che la globalizzazione ha aperto delle brecce tra paesi ricchi e paesi poveri, oltre che tra ricchi e poveri all’interno di ogni paese. “Non sono brecce, ma baratri” ha replicato Christophe Aguiton, presidente di Attac, che assieme al sociologo Héctor de la Cueva e a Gustavo Codas, della Central Unica de Trabalhadores (centrale sindacala brasiliana) ha partecipato all’incontro. “Dieci anni di globalizzazione–ha detto Codas–sono stati peggio degli anni ’80”. La discussione é servita sostanzialmente a misurare la distanza tra i due fronti: “Da Seattle a Porto Alegre c’é una onda di mobilitazione perché ci sono due globalizzazioni. Viviamo in due mondi differenti”, ha concluso Aguiton al termine del dibattito.

Cancùn, la polizia carica i manifestanti: decine di arresti
(Mercoledì, 28 Febbraio 2001–15:07) Inviata da carta
La polizia messicana non ha lesinato manganellate e gas lacrimogeni contro le centinaia di persone che a Cancùn manifestavano contro il vertice del World Economic Forum. Gli agenti hanno caricato ieri pomeriggio (notte in Italia) gli studenti e gli attivisti che cercavano di raggiungere il Westin Regina, l’hotel dove si svolge il forum. Secondo le ultime notizie, diffuse da Indymedia messico, ci sono stati almeno 50 arresti e un disperso, pare “sequestrato” da un gruppo di soldati. La polizia aveva offerto ai manifestanti la liberazione degli ostaggi in cambio della ritirata. L’ultimatum scadeva alle 15, ora italiana.

Gli autobus degli italiani
(Mercoledì, 28 Febbraio 2001–15:06) Inviata da carta
La compagnia di trasporti Tania, che aveva affittato alla delegazione italiana sette autobus, poi scomparsi a Oaxaca, continua a non dare spiegazioni sul suo comportamento né accenna a voler restituire la somma (132 mila pesos messicani, oltre 25 milioni di lire) versata per il noleggio. Una denuncia è stata presentata dagli osservatori stranieri al seguito della marcia.

Migración e gli osservatori
(Mercoledì, 28 Febbraio 2001–15:01) Inviata da carta
Un comunicato ufficiale dell’Instituto nacional de migración, la polizia di frontiera, afferma che gli stranieri entrati in Messico per partecipare alla marcia zapatista e anche al contro-forum di Cancún sono circa settecento e, aggiunge l’Inm, fino a questo momento non si ha notizia di violazioni della legge, che impedisce a stranieri di partecipare ad attività politiche. Un miracolo dell’interpretazione delle leggi, evidentemente. Secondo l’Inm, gli stranieri già espulsi e ai quali è stato permesso di rientrare sono 52.

Il Parlamento europeo e l’Ezln*
(Mercoledì, 28 Febbraio 2001–14:57) Inviata da carta
In occasioen della visita a Bruxelles del ministro degli esteri messicano, Jorge Castaneda, la presidente di turno, la svedese Ann Lindh, ha salutato la disponibilità della presidenza messicana a riaprire il dialogo con l’Ezln, e ha aggiunto: “Ci ha molto interessato la marcia zapatista e speriamo che essa culmini con la risoluzione pacifica del conflitto”.

Fox ringrazia l’Ezln
(Mercoledì, 28 Febbraio 2001–14:54) Inviata da carta
A sorpresa, parlando ai manager radunati a Cancún per la sessione del Forum economico mondiale, il presidente messicano Fox ha detto di voler “ringraziare” l’Ezln, “grazie al quale è stato possibile creare una nuova coscienza sui diritti indigeni: adesso in Messico tutti sappiamo che non potranno più essere esclusi né discriminati”.

Accoglienze di massa
(Mercoledì, 28 Febbraio 2001–14:52) Inviata da carta
Il passaggio della carovana zapatista dallo stato di Oaxaca a quello di Puebla, tra lunedì e martedì, era un passaggio delicato del viaggio. Si passava da regioni molto indigene ad altre prevalentemente urbane. La zona di Puebla è fitta dui maquiladoras, le fabbriche di montaggio a supersfruttamento dei lavoratori che le grandi imprese del nord aprono in paesi come il Messico. La risposta è stata “inesperada”, inattesa, come ha detto lo stesso Marcos. A Orizaba, sulla via di Puebla, ventimila persone si erano ammassate nel parco dove si sarebbe svolta la manifestazione di accoglienza della delegazione zapatista. Ovunque, una crtina di persone affianca le strade dove la carovana passa, con in testa il pullmino che trasporta il subcomandante e che ha, sul muso, le bandiere zapatista e messicana.

Riparte la delegazione italiana
(Mercoledì, 28 Febbraio 2001–2:17) Inviata da carta
Nel pomeriggio (sera in Italia) dopo una giornata di passione, la delegazione italiana che partecipa alla carovana zapatista è riuscita ad avere, grazie alla collaborazione della società civile dello stato di Oaxaca, dei mezzi in sostituzione degli autobus “spariti” all’alba. La partenza per Puebla, dove ci sarà la riunione con il resto della carovana, è avvenuta nel primo pomeriggio.

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