Martedi’ sera, Tepoztlan
(Mercoledì, 7 Marzo 2001 – 17:25) Inviata da carta
L’ultimo appuntamento della giornata di martedi’, per la delegazione dell’Ezln e i suoi accompagnatori, era “el acto” nello zocalo di Tepoztlan, antica citta’ dalle radici indie (nei dintorni vi e’ anche un sito archeologico importante)e dalel tradizioni zapatiste, fin dall’iniziod el secolo scorso. La piccola citta’ era letteralmente tappezzata di cartelli, striscioni, bandiere, di festoni fuori dalle chiese. Il subcomandante Marcos ha tenuto il suo terzo discorso della giornata, un discorso diverso, per argomenti e tono, dagli altri due. “Marcos – ha detto – non esiste, non e’, e’ un’ombra, e’ il riquadro di una finestra”, quando cio’ che si devevedere, ha spiegato, sono “i miei capi, i comandanti indigeni”, e le comunita’: Contro ogni “culto della personalita’, ha detto, bisogna sapere che io sono "un passmontagna vuoto” e che tanta attenzione al subcomandante “e’ una cattiva luce per la nostra lotta”. Inatnto, nelle vie acciottolate intorno allo zocalo, gli abitantri della citta’ stavano preparando grandi tavole con il cibo che sarebbe stato offerto agli osservatori che viaggiano insieme ai comandanti: a chiunque sarebbe stato poi dato riso, pollo e nopal (foglie di cactus) con patate. Ai compagni che si aggiravano chiedendosi dove e come dormire, molti offrivano il patio di casa, una cañera, una sistemazione qualunque.
La fatica e la gioia
(Mercoledì, 7 Marzo 2001 – 17:23) Inviata da carta
Sono ormai sei, con l’arrivo dell’ultimo gruppo, martedì, i pullman carichi di italiani che seguono la carovana zapatista in giro per il Messico. In tutto, oltre trecento persone. Alle tute bianche, tra loro, è stato affidato il compito di fare da “velo” di sicurezza per la delegazione dell’Ezln, tanto che sul palco di Cuernavaca una fila di tute bianche era in piedi alle spalle dei comandanti zapatisti. Le minacce di “fucilare”, far colpire da “franchi tiratori” o di sfidare Marcos a un duello all’ultimo sangue, avanzate da governatori di destra, sono più che altro virtuali, anche se una seconda perizia sull’autobus che qualche giorno fa investì un pulmino del Centro de informacion zapatista, uccidendo un poliziotto della stradale che si trovava in mezzo, non ha rilevato alcun guasto ai freni, mentre l’autista responsabile è nel frattempo scomparso. Questo incarico, così come gli spostamenti continui, il cibo occasionale, la difficoltà a trovare tempo e modo per dormire, nonché la difficile gestione di un gruppo tanto composito, hanno molto affaticato gli accompagnatori degli zapatisti. I due giorni di congresso indigeno a Nurìo, nel Michoacan, sono poi stati terribili, per il freddo e la pioggia. La sensazione, però, di star partecipando a un evento di eccezionale importanza non solo per il Messico rende tutti felici, letteralmente, di aver fatto questa scelta.
Una lettera da don Emiliano
(Mercoledì, 7 Marzo 2001 – 17:17) Inviata da carta
Cuernavaca, la capitale del Morelos, lo stato di Emiliano Zapata, ha accolto la delegazione dell’Ezln, martedì mattina, con una grande partecipazione all’”acto” nella piazza centrale della città. Il discorso centrale, quello del subcomandante Marcos, non è stato in realtà un discorso, ma la lettura di una lettera, inviata ai suoi compaesani, di “don Emiliano Zapata”. Che rivela di essere vivo e di aver fatto visita a quei tali indigeni ribelli del sud-est che hanno deciso di chiamarsi con il suo nome. Testimonia nella lettera, il generale, che ha trovato delle persone per bene, le quali, volendo liberare gli indigeni “come me” dalla povertà, dall’oppressione e dal razzismo, vogliono in verità incitare i messicani a liberare se stessi. Perciò Zapata esorta i morelensi ad ascoltare la parola di quel “ragazzino” di Marcos. L’effetto di un tale discorso, in una regione che vive nel mito di Zapata, è stato esplosivo. L’intero stato si è schierato sulla visita della delegazione dell’Ezln, creando anche una attesa sempre più grande, via via che la data dell’ingresso a Città del Messico, domenica 11, si avvicina. Nel discorso a Cuernavaca, Marcos ha invitato tutti ad esserci.
Oggi nel Guerrero
(Mercoledì, 7 Marzo 2001 – 17:17) Inviata da carta
La tappa di oggi della marcia zapatista e’ tra le piu’ importanti di tutto il percorso: La delegazione dell’Ezln sara’ entro la mattinata, ora locale, a Iguala, nello stato di Guerrero: E’, questa, la regione dove repressionem, guerriglia armata (l’Epr, soprattutto, ma anche un’altra organizzazione, l’Erpi), l’occupazione militare e gli assassini di dirigenti indigeni e contadini rendono la situazione pericolosa e drammatica. Ma, dopo la tappa di ieri nello stato di Emiliano Zapata, i comandanti zapatisti saranno oggi in un altro epicentro simbolico, quello legato al nome di Lucio Cabañas, maestro di scuola, scampato al massacro di Tlatelolco, nel 1968, che prima fondo’ il Partido de los Pobres e poi una guerriglia contadina e indigena, terminata con l’uccisione di Cabañas da parte dell’esercito. Tra i riferimenti ideali dell’Ezln, accanto a Zapata, all’anarchico Ricardo Flores Magon, a Ernesto Che Guevara (ieri a Cuernavaca uno dei comandanti zapatisti indossava ua ñaglietta con la faccia del Che) vi e’ da sempre anche Lucio Cabañas. Dunque, grande significato e grandi pericoli. La polizia ha mobilitato migliaia di uomini, che abbiaño visto, alla periferia di Cuernavaca, seduti a centinaia a terra, nel cortile di una caserma, prendere istruzioni da un ufficiale su come comportarsi nella delicata giornata di oggi. A sera, la delegazione dell’Ezln sara’ di ritorno nello stato di Morelos, a Cuautla.
Come incontrare gli zapatisti?
(Mercoledì, 7 Marzo 2001 – 17:10) Inviata da carta
Oggi, mercoledi’, parlamentari di tutti i partiti si riuniranno per definire data e forma dell’incontro con la delegazione dell’Ezln, dopo il suo arrivo alla capitale, domenica 11 marzo. In discussione e’ se accettare nella camera dei deputati persone con il cvolto coperto da passamontagna, o se spostare l’incontro in un’altra sede. Ma il successo straordinario della marcia rende assai difficile questa seconda soluzione. Luis H. Alvarez, il commissario governativo per la pace, ha intanto dichiarato che la legge della Cocopa per i diritti e la cultura indigeni, la riforma costituzionale per sostenere la quale l’Ezln ha intrapreso la marcia, e’ una “questione urgente”. Nel suo partito, che e`poi quello del presidente Fox, il Pan, lo scontro sull’atteggiamento da tenere diventa intanto sempre piu’ duro.
La terra trema perché noi marciamo
(Martedì, 6 Marzo 2001 – 13:30) Inviata da carta
Nel discorso davanti ai ventimila di Toluca, il subcomandante Marcos ha attaccato l’isteria della destra messicana, che nei giorni scorsi aveva criticato la marcia zapatista. “Perché hanno paura di pochi indigeni disarmati e poveri?” Ha chiesto Marcos alla platea di contadini, indigeni, studenti, lavoratori urbani, famigie. “Perché dicono che ritorna la lotta di classe? Non ci avevano detto che, dopo il crollo del muro di Berlino, la lotta di classe era finita? Perché usano le parole degli anni ’60 e ’70? Perché descrivono un mondo contrario a quello che ci vendono ogni giorno i loro mezzi di propaganda? Perché hanno paura. Sentono che la terra trema sotto i loro piedi. E non é per un terremoto, é perché noi, che siamo del colore della terra, stiamo camminando. E la terra trema, quando si muove.”
In ventimila a Toluca
(Martedì, 6 Marzo 2001 – 13:24) Inviata da carta
La piazza piena, ieri, era quella di Toluca, capitale dello stato di México, dove la carovana zapatista è arrivata nel pomeriggio. Davnti alla folla, i comandanti zapatisti hanno ribadito gli obiettivi della marcia e difeso la dignità degli indigeni. In una lunga successione di interventi, Tacho, Yolanda, Zebedeo, Fidelia e Abel hanno attaccato l’organizzazione della istruzione e della sanità, dei tribunali e della polizia, tutta favore dei ricchi e contro gli indigeni, ma anche contro gli abitanti poveri delle grandi città. A loro si é rivolto soprattutto il subcomandante Marcos che in un lungo discorso, interrotto da qualche battuta sulle necessità alimentari della carovana, ha diretto le sue parole “a quelli che vivono e muiono nelle città”.
Decine di arresti al concerto per il Chiapas
(Martedì, 6 Marzo 2001 – 13:15) Inviata da carta
Un grande concerto organizzato dai gruppi rock di Città del Messico si é concluso con 85 arresti. Il concerto era una risposta dei gruppi alternativi al grande recital per la pace che le maggiori televisioni messicane avevano organizzato nello stadio Azteca e che era stato trasformato in un grande spettacolo di propaganda foxista. I gruppi che hanno suonato sul palco allestito nel Foro Sol davanti a oltre 20 mila persone, sostengono la marcia zapatista e la pace “ma non quella del presidente Fox”. Al termine del concerto ci sono stati scontri con un gruppo di poliziotti, che hanno fermato alcune decine di persone.






