Sulla strada di Zapata
(Giovedì, 8 Marzo 2001–19:20) Inviata da carta
La “ruta” è fissata. Da giovedì, la lunga teoria di veicoli che compone la carovana zapatista, e alla cui testa vi è il pullman che trasporta i 24 comandanti zapatisti, si muoverà lungo la stessa strada che nel 1914 seguì Emiliano Zapata nella sua marcia di avvicinamento a Città del Messico. Si comincia con la visita alla casa del generale rivoluzionario, in un villaggio di nome Anenecuilco. Poi, soste nei luoghi dove era il quartier generale dell’Ejercito libertador del sur, fino a Milpa Alta, già nella regione di Messico, il Distrito federal. Sabato, ultima tappa a Xoichimilco, alla periferia della metropoli, dove Zapata incontrò, senza trovare un’intesa duratura, il rivoluzionario del nord, Francisco Villa. E mercoledì, a Cuautla, Marfcos ha letto un “Quarto messaggio a Città del Messico”, in cui si elencano minuziosamente le vie della città che la carovana zapatista pedrcorrerà, sabato 11, per arrivare fino allo Zocalo, il centro della città, di fronte al Palacio de Gobierno, sede della presidenza della repubblica.
Dal Guerrero al Morelos
(Giovedì, 8 Marzo 2001–19:19) Inviata da carta
Mercoledì, due “actos publicos” della delegazione dell’Ezln in viaggio verso Città del Messico, dove arriverà domenica 11 marzo. Il primo a Iguala, nello stato di Guerrero, tra misure di sicurezza e numero di poliziotti eccezionale. Il Guerrero è lo stato dove solo sei anni fa l’esercito federale, onnipresente come in Chiapas e addirittura più violento, massacrò in una località chiamata Aguas Blancas dieci guerriglieri dell’Ejercito revolucionario del pueblo (Epr), uno dei due movimenti di guerriglia presenti nella regione. I dieci si erano già arresi. Il subcomandante Marcos li ha citati, come testimonianza della risposta che i governi messicani hanno sempre dato alle richieste, alle proteste, alle sollevazioni mai cessate di uno stato che è il terzo, dopo Chiapas e Oaxaca, per povertà in tutta la federazione messicana. Cinque ore dopo, a Cuautla, nello stato di Morelos, Marcos si è invece riovolto ai piccoli contadini, agli agricoltori, ai campesinos, ai piccoli imprenditori strozzati dalle banche, componendo via via il puzzle di una società civile messicana che, cacciando il Pri dal governo, alle elezioni presidenziali, ha voluto quel cambio che Fox non darà loro. In tutti e due i casi, una grande folla molto composita ha assistito alle manifestazioni.
Il Congresso incontrera’ l’Ezln
(Giovedì, 8 Marzo 2001–18:05) Inviata da carta
Mentre la marcia zapatista percorre, luogo per luogo, la “ruta de Zapata”, firmando anche simbolicamente il Plan de Ayala, il programma di riforma agraria e deñocratica che il generale indigeno contrappose a Francisco Madero, che aveva sostituito il dittatore Porfirio Diaz senza cambiare nulla nella societa’ messicana, il Congresso dell’Unione ha infien deciso che ricevera’ la delegazione zapatista, che gia’ il giorno dopo il suo arrivo nella apitale incontrera’ la Cocopa, la commissione parlamentare sul Chiapas che ha elaborato la legge per i diritti e la cultura indigena. Nel frattempo, il presidente Fox, alla ricerca disperata di visibilita’ nei media sommersi dalla marcia zapatista, ha dichiarato ieri che vuole un accordo di pace subito, all’arrivo dei comandanti dell’Ezln nella capitale: tenta di dimostrare che e’ l’Ezln a non volere la pace.
Gli italiani e la sicurezza dell’Ezln
(Giovedì, 8 Marzo 2001–18:00) Inviata da carta
Nella notte tra mercoledi’ e giovedi’, i comdandanti dell’Ezln hanno comunicato alel tute bianche e alla delegazione italiana in generale che, da oggi, avrebbero chiesto loro di non svolgere piu’ il ruolo di protezione diretta della delegazione dell’Ezln che svolgevano ormai da una settimana. Nel frattempo, le organizzazioni sociali messicane si sono megli organizzate a questo scopo, e l’avvicinarsi della meta, Citta’ del Messico, sconsiglia di proseguire come nei giorni scorsi. Televisionie giornali di destra hanno nel frattempo montato una campagna contro gli “stranieri” di cui Marcos si circonda. I sei pullman italiani rposeguono percio’ il cammino con il resto della carovana, potendo magari dormire un po’: la protezione della delegazione ha comportato molta fatica e, di conseguenza, qualche tensione. Ora ci si puo’ avviare verso lo Zocalo di Messico con la consapevolezza di aver partecipato, in ogni senso, a questo straordinario evento.
Roma, per gli indigeni e per i nostri diritti
(Giovedì, 8 Marzo 2001–17:42) Inviata da carta
In tutto il mondo, dagli Usa alla Svezia, sono in corso centinaia di manifestazioni di solidarietà agli zapatisi. In Italia l’iniziativa principale si svolgerà a Roma, sabato 10. Appuntamento dalle 15 in Piazza del popolo per manifestare con musica, mostre e spettacoli che solidarietà agli indigeni messicani vuol dire anche lottare per i diritti di tutti i differenti ed esclusi, contro l’ordine neoliberista.
Chomsky sullo zapatismo
(Giovedì, 8 Marzo 2001–17:29) Inviata da carta
“Lo zapatismo è uno dei movimenti popolari contro il neoliberismo più importanti del mondo e se riesce a collegarsi con altri gruppi sociali a livello internazionale, potrebbe cambiare il corso della storia”. Il giudizio di Noam Chomsky è netto. In una intervista al quotidiano messicano La Jornada, Chomsky ha messo in relazione la lotta zapatista con quella dei contadini senza terra brasiliani, con i movimenti di protesta delle campagne indiane e con il movimento globale post-Seattle: “La cosa più importante è che se questi movimenti dispersi nel mondo riuscissero a costruire legami di appoggio e solidarietà, il corso della storia potrebbe cambiare”. “Il mondo imprenditoriale e politico sta facendo di tutto per evitare che questo accada” , ha proseguito Chomsky, “tentano di presentare tutti i movimenti come marginali e schegge impazzite, ma sanno benissimo che non è vero”. Nell’intervista Chomsky ha spinto la sua analisi fino a criticare le formule di democrazia formale e di azione parlamentare: “C’è un nome per tutto questo nella letteratura politica statunitense, si chiama policrazia. Il cittadino è ridotto al ruolo di spettatore, non partecipa: la sua funzione, in un sistema di democrazia formale, è di presentarsi di tanto in tanto alle urne, segnare un foglietto, che in pratica è la scelta tra diversi settori delle classi ricche, e poi tornare a casa. Lo si è visto nelle ultime elezioni statunitensi, nelle quali la gente, quella che è andata a votare, ha espresso un parere, non sui singoli temi, ma sulla personalità dei candidati. Per questo i movimenti di protesta sociale, come gli zapatisti, sono motivo di speranza”.






