La ragazza di Copalillo
(Venerdì, 9 Marzo 2001 – 20:13) Inviata da carta
In uno degli incontri più sentiti, quello a Iguala, nel Guerrero, una ragazza del villaggio di Copalillo ha parlato a nome delle comunità indigene dello stato, le cui terre sono state espropriate per la costruzione di un’autostrada. Passamaontagna sul volto, la ragazza, sul palco assieme ai comandanti zapatisti ha attaccato los ricos, i ricchi, che hanno tutto l’interesse a costruire una strada che li porti alle località turistiche sulla costa, attraversando il più velocemente possibile le terre di uno degli stati più poveri del Messico. “Sempre abbiamo pagato per loro il prezzo della nostra povertà. Ma oggi non siamo qui a piangere per farci sbattere la porta in faccia. Oggi siamo noi la porta”.
Liberati 19 zapatisti in Chiapas
(Venerdì, 9 Marzo 2001 – 19:16) Inviata da carta
Il governatore del Chiapas, Pablo Salazar Mendiguchìa ha annunciato la liberazione degli ultimi 19 zapatisti ancora nelle carceri chiapaneche. Con le ultime liberazioni, restano ancora in carcere 15 zapatisti, detenuti in diverse prigioni dello stato, ma accusate di delitti federali, due sono in prigione nel Querétaro e tre a Tacotalpa, nello stato del Tabasco.
Gli italiani e il governo
(Venerdì, 9 Marzo 2001 – 18:51) Inviata da carta
In una intervista, il ministro degli interni messicano, Santiago Creel, ha affermato che gli italiani, su cui i media avevano montato una campagna dicendo additirttura che i comandanti zapatisti erano ostaggi di questi stranieri, “stano accompagnando la marcia in maniera pacifica”, che “non é propriamente un corpo di sicurezza: finche’ tutto si svolgerà in modo pacifico e ci si tiene nei limiti della legge…”. A un sottosegretario é stato poi chiesto se i “cossiddetti monos blancos (le tute bianche)” non sono incorse in violazioni della legge. Il sottosegretario ha risposto che “non sono incorse in violazioni della legge le persone… non so se autodenominatesi monos blancos”. Quanto a una persona come Federico Mariani,m già espulsa dal paese, il sottosegretario ha risposto confusamente che “a quel tempo l’espulsione era giustificata” e che ora “ci sono porte aperte perché in Messico non abbiamo niente da nascondere”. Il subcomandante Marcos, giovedì, aveva detto, in uno dei meeting della giornata zapatista, che “essere stranieri non é una questione di passaporto, ci sono messicani che sono stranieri perché hanno il colore dei soldi, e ci sono stranieri che non lo sono, perché accompagnano la nostra lotta”.
I vescovi e l’Ezln
(Venerdì, 9 Marzo 2001 – 18:49) Inviata da carta
In un messaggio quaresimale intitolato “riconciliarsi con Dio”, il presidente della Commissione episcopale messicana (Cem), Luis Morales Reyes, ha affermato che il paese intero deve accettare la sfida del rispetto della dignita’, della culturale e dei diritti dei popoli indigeni, riformando la Costituzione.
Il 15 Marcos in parlamento?
(Venerdì, 9 Marzo 2001 – 18:18) Inviata da carta
Sembra proprio che il Congresso dell’Unione si stia disponendo ad accettare che un uomo con il volto coperto, il subcomandante Marcos, parli dalla tribuna nell’aula della camera dei deputati. Sarebbe un evento mai visto prima nella storia. Il 12, il giorno dopo l’ingresso della delegazione dell’Ezln a Citta’ del Messico, gli zapatistiincontreranno la Cocopa, la commissione interparlamentare che ha steso la legge sui diritti indigeni ora al senato per la discussione e la cui approvazione Marcos vuole chiedere.
Gli zapatisti nel DF
(Venerdì, 9 Marzo 2001 – 18:15) Inviata da carta
Il De-Efe, Distrito Federal, e’ per i messicani l’area di Citta’ del Messico, la metropoli piu’ grande del mondo. Una sua estremita’ verso su e’ Milpa Alta (Campo di Mais Alto), dove nel 1914 si concentrarono le truppe di Emiliano Zapata prima di entrare in citta’. Giovedi’, i 24 passamontagna dei comandanti zapatisti si sono mostrati quim gia’ nel territorio del Df, tra misure dis icurezza ecceaionali, migliaia id poliziotti e, soprattutto, molte migliaia in piu’ di donne e uomini, nahuatl indigeni che ancora abitano la zona e la stessa periferia sud della citta’, ragazzi delle scuole preparatorie all’universita’, donne anziane (come sempre moltissime), un grande contingente del Frente Popular Francisco Villa, una delle piu’ grandi organizzazioni sociali della periferia metropolitana (che organizza l’acquisto cooperativo di cibo e di costruzione di case, difende i pobladores da criminali e polizi, ecc.), con le loro facce di durezza urbana e una entusiasmo incontenibile per quelle persone dell’estremo sud povero e contadino del paese. Era l’8 marzo, e l’Ezln ha celebrato a modo suo la data: a Milpa Alta hanno parlato solo le quattro “comandantas”, ricordando il motivo di quella data, aggiungendo che le donne indigene sono discriminate tre volte: vcome donne, come indigene e come povere. Hanno chiesto il sostegno di tutti alla legge di riforma costituzionale sui diritti e la cultura indigeni, per la cui approvazione la marcia si fa, perche’ essa comprende, insieme al riconoscimento delle forme tradizionali di vita comunitaria indigena, anche il rispetto dei diritti delle donne, molto spesso discriminate dai costumi indigeni. Marcos si e’ limitato a poche parole: siamo qui, ha detto, e vi chiediamo di aver cura di noi. Guardare quelle ventiquattro persone e poi attraversare la gigantesca, avvelenata, pericolosa e sovraffollata metropoli da’ tutto il senso di una sproporzione enorme, che miracolosamente potrebbe, domenica 11, nella piazza centrale della citta’, rovesciarsi. Il programma di oggi prevede un nuovo appuntamento pubblico a Milpa Alta e, domani, sabato, il trasferimento a Xochimilco, periferia meridionale di Messico.
Marcos a Anenecuilco
(Venerdì, 9 Marzo 2001 – 15:13) Inviata da carta
Anenecuilco, il “luogo da dove discende l’energia” in lingua nahuatl. In questo piccolo villaggio del Morelos nacque nel 1879 Emiliano Zapata. Davanti ad alcune migliaia di persone, il subcomandante Marcos ha ricordato il “caudillo del sur”. “Non siamo venuti qui per usurpare una storia che é di tutti”, ha detto Marcos, “Siamo venuti a rendere omaggio al generale Zapata”.
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