10-11 Marzo 2001

Lo Zocalo si riempie
(Domenica, 11 Marzo 2001 – 18:53) Inviata da carta
L’arrivo della comandancia zapatista è previsto per le quattro del pomeriggio (ora di Mesico). Mentre scriviamo, la grandissima piazza delo zocalo è già quasi piena. Arrivano piccoli gruppi, drappelli, famiglie, cortei improssivati con striscioni, bandiere, musica. L’attesa sarà lunga per un evento che non terminerà certo oggi.

L’Ezln a Xochimilco
(Domenica, 11 Marzo 2001 – 1:38) Inviata da carta
Xochimilco, in lungua nahuatl, significa Vivaio dei Fiori. Adesso sembra un periferia metropolitana come molt altre. Eppure, gli indigeni sono anche qui, e la resistenza all’omologazione non e’ mai cessata. Xochimilco e’ anche il luogo in cui Zapata e Villa si incontrarono prima di invadere la capitale, nel 1914. Ieri pomeriggio, sabato, trentamila persone hanno accolto in uno stadio del Deportivo, un grande centro sportivo, la delegazione dell’Ezln. La notizia, data dai giornali della mattina, che gli zapatisti hanno deciso di restare nella capitale “finche’ la legge sui diritti indigeni non sara’ approvata”, ha creato grande emozione, da un lato, e preoccupazione dall’altro. Il presidente della Confindustria messicana ha usato molti insulti, all’indirizzo degli zapatisti, in una cerimonia che avveniva in presenza del presidente Fox, che aveva appena invitato Marcos a Los Pinos, residenza presidenziale. A Xochimilco il subcomandante, sotto un sole feroce, ha parlato dopo i comdandanti Tacho e David, ha liquidato il capo degli industriali dicendo che “se non fosse denaro non sarebbe stupido”, ma ha soprattutto dato un avvertimento: “Quando Zapata arrivo’ a Messico si penso’ che si sarebbe adeguato alle regole della classe politica, ma questo non e’ accaduto, oggi noi faremo lo stesso”, e ha concluso: “Oggi e’ il 12 aprile del 1919”, il giorno in cui Zapata fu assassinato in una imboscata. L’attesa per la manifestazione nello ZOcalo di Messico e’ grandissima, ma, ormai, si guarda al dopo: a una politica ufficiale ch edovra’ fare i conti con una politica che e’ fuori della politica.

Arrivati a Città del Messico Bové e Danielle Mitterand
(Sabato, 10 Marzo 2001 – 15:37) Inviata da carta
Sono arrivati ieri in aereo dalla Francia Danielle Mitterand e José Bové. Mitterand dovrebbe incontrare oggi il subcomandante Marcos, mentre non é stato confermata la voce un incontro tra il leader della Fédération Paysanne e il “sup”. Bové ha però detto che marcerà accanto agli zapatisti domani, al momento dell’arrivo a Città del Messico.

“Resteremo qui fino al riconoscimento costituzionale dei diritti e della cultura indigena”
(Sabato, 10 Marzo 2001 – 15:31) Inviata da carta
Davanti a centinaia di persone, nel villaggio di San Pablo Oztotepec, nello stato di Milpa Alta, Marcos ha tenuto un discorso dedicato alle mistificazioni nella storia indigena: “Per loro le nostre storie sono miti, le nostre dottrine leggende, la nostra scienza é magia, le nostre credenze superstizioni, la nostra non é arte, ma artigianato, i nostri giochi, le nostre danze e i nostri vestiti sono folklore, il nostro governo é anarchia, la nostra lingua é un dialetto, il nostro amore é peccato o bassezza morale, il nostro camminare é trascinarsi, la nostra statura é piccola, il nostro fisico brutto. Hanno ucciso gli indigeni, e dicevano che li stavano evangelizzando; adesso l’assassinio si chiama modernizzazione. Noi che resistiamo alla modernizzazione viviamo in case con il pavimento di terra, le pareti di legno e il tetto di cartone o di rami, e la nostra tavola é piena di penuria. Di fronte a queste opzioni, la marcia per la dignità indigena, la marcia per il colore della terra, vuole costruirne una terza: il riconoscimento della differenza. Continuano a mistificare: riempiamo le piazze e i villaggi e fanno finta di non vederci e di non sentirci. Adesso riempiremo le strade e vedremo se ci sentiranno. Pensano che siamo una moda passeggera; pensano che torneremo a casa e al nostro lavoro e che tutto passerà. Invece no, non ce ne andremo da qui, sia chiaro, fino a quando non otterremo il riconoscimento costituzionale dei diritti e della cultura indigena”.

Fox tra due fuochi
(Sabato, 10 Marzo 2001 – 15:11) Inviata da carta
Parlando alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente della Coparmex, la confindustria messicana, il presidente Vicente Fox ha invitato Marcos nella sua residenza di Los Pinos, per “affrontare la questione indigena e gli altri problemi dei poveri messicani”. Nel suo discorso, Fox ha continuato a presentare la marcia zapatista come una marcia per la pace, ma nemmeno questo é bastato agli industriali messicani, che non fanno mistero della propria ostilità. Il neopresidente della Confederaciòn Patronal de la republica mexicana, Jorge Espina Reyes, non ha lesinato aggettivi per attaccare Marcos (mai nominato direttamente) e gli zapatisti: “utopisti” “demagoghi irresponsabli” “intransigenti” “gente che minaccia la violenza” “ignoranti supini a chi fa il loro gioco”. Fox, che non é riuscito a scaldare la platea imprenditoriale con i riferimenti alla pace, ha però strappato l’applauso finale quando, rivolto agli imprenditori, ha detto: “Voi siete l’avanguardia del Messico, qui c’é la leadership per costruire un Messico all’altezza delle nostre aspirazioni”. Di quale Messico parlerà con Marcos?

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