Morti Scomodi [Manca quel che manca]
Marcos e Taibo II scrivono un romanzo a quattro mani
Il Palazzo Nero di Lecumberri, lo storico carcere di Città del Messico, una delle colonne vertebrali delle tenebre del vecchio D.F., da diversi anni era diventato l'Archivio Generale della Nazione. [continua]
"A volte ci vogliono più di 500 anni"
"Quando una cosa ci mette più di sei mesi, o è una gravidanza o non vale la pena." Così mi disse il Sup. Io lo guardai per capire se stava scherzando o se parlava sul serio. Perché certe volte il [continua]
Alcune tessere per il rompicapo
"Ci sono quelli vivi e ci sono quelli morti. Sono meglio i morti dei vivi." [continua]
«E pancho Villa non fu testimone»
«Non venitemi a raccontare la stronzata che la globalizzazione è la modernità». Il Russo non è arrabbiato, lui si esprime così. E senza smettere di parlare, continua a preparare panini. «Ma quale modernità, mi faccia il piacere. È una storia molto più vecchia. A noi cercano di globalizzarci da almeno cinquecento anni. Prima quegli stronzi degli spagnoli, poi quegli stronzi dei gringos, e dopo ancora quegli altri stronzi dei francesi….
E vivo nel passato
Era una strana alba, e Héctor seguì la nascita di quel nuovo giorno con particolare attenzione, quasi con precisione matematica. Prima, la presenza ancora invisibile del sole aveva stemperato la densità del buio, poi alcune striature grigiastre all’orizzonte e infine la comparsa di nubi stranamente violacee; e infine, la luce. «Lo smog fa cose meravigliose» disse tra sé il detective. Quindi scese a tentare di svegliare quelli del ristorantino che…
L’ora di nessuno
«Il trucco è fare in modo che la gente
guardi dall’altra parte».
Se scompaio dal presente
Non mi telefona più. Jesús María Alvarado non mi telefona più» disse il funzionario progressista con una certa tristezza. Il cane, con lo sguardo ancora più triste, sembrava confermarlo. «No, perché adesso telefona a me» disse Belascoarán porgendogli il nastro della segreteria. Era comparso alle due del mattino, «Ho visto la luce accesa e così ho suonato» aveva detto per scusarsi, mentre strappava spudoratamente al sonno il malcapitato detective. Adesso…
Il male e il malvagio
Dove si narra di cosa parlarono Magdalena ed Elías in un caffè di cine-si; si spiega che la geografia del male è incompleta e spesso inattendibile, e che il mondo è pieno di porte e finestre; si rende noto come i comandanti zapatisti ricostruirono il rompicapo inviato dal compianto don Manolo; e si racconta cosa accadde quando Elías andò nell’ufficio di Belascoarán, le domande che si fecero e le risposte…
Una notte con «Morales»
Nell’incontro con l’investigatore zapatista Elías Contreras, tre cose sarebbero rimaste impresse nella memoria di Héctor Belascoarán Shayne: il caotico brulicare di gente attorno a quel Monumento a una Rivoluzione perduta tra Re Magi e roba fritta, la faccia dell’inviato Contreras quando aveva messo a confronto le virtù di Pancho Villa e di Emiliano Zapata, e i «dossier Morales» che gli avevano fatto avere gli zapatisti. Quei tre particolari gli rimasero…
«Una volta che hai venduto l’anima…»
Héctor Belascoarán Shayne era innamorato di una donna fantasma. Una donna che era scomparsa. Questo era piuttosto abituale nella sua storia passata. Non il fatto che si innamorasse di donne fantasma, ma che la donna di cui era innamorato, e lo era stato per lunghi periodi tra passioni e delusioni negli ultimi anni, scomparisse. Secondo i misteriosi calendari della ragazza dalla coda di cavallo, che ormai non era più una…
Dove abita l'oblio
Il Palazzo Nero di Lecumberri, lo storico carcere di Città del Messico, una delle colonne vertebrali delle tenebre del vecchio D.F., da diversi anni era diventato l’Archivio Generale della Nazione. Quell’operazione di maquillage politico, quella mutazione, non era riuscita a togliere all’enorme edificio il suo alone maligno, tanto più in uno di quei giorni di inizio inverno, quando Città del Messico si ammantava di grigio. Nuvoloni bassi e smog, venticello…
"Io non sono l'assassino."
_Che è bello lungo perché in una sola tirata racconta del Club del Calendario Rotto, di come Elías risolve il caso del picchio carpentiere, mette in guardia contro i pericoli che derivano dall’ignorare gli usi e costumi, avverte che i morti non hanno compagnia, e narra il viaggio e l’arrivo di Elías a Città del Messico con tutte le di fantastiche avventure da lui vissute, oltre a riflettere sul Male…
Andiamo lasciando un ricordo
C’erano più antenne o ce n’erano meno? Ce n’erano molte di più, disse tra sé. Molte più antenne della tv. Molte di più rispetto a quando? A prima, ovvio. E lasciò che quel “prima” svanisse. Comparivano sempre più “prima” nelle sue conversazioni o nelle immagini che gli passavano per la testa, stava diventando un adulto prepensionato. Per la verità, la faccenda delle antenne ce l’aveva abbastanza chiara. Erano molte più…




