Caso Britel: un nuovo appello e una nuova interrogazione parlamentare

Kassim Britel, cittadino italiano di origine marocchina, detenuto ingiustamente nella prigione di Ain Borja, a Casablanca, in Marocco, è arrivato al 32esimo giorno di sciopero della fame.
Sua moglie Khadija Pighizzini ha inviato un nuovo appello affinché il governo italiano mantenga gli impegni presi più di un anno fa e faccia pressione perché il Marocco conceda la grazia a Kassim.
«Ci siamo rivolti al Governo italiano perché prenda quelle ‘misure concrete per ottenere l’immediato rilascio’ che la Risoluzione del Parlamento europeo sui voli Cia sollecita–scrive Khadija–ma abbiamo ricevuto solo risposte burocratiche. Da 32 giorni Kassim è in sciopero della fame, chiede di essere liberato: non ha commesso reati. Il nostro desiderio più grande è riprendere una vita degna di tale nome e ricostituire la nostra famiglia. Mio marito è fortemente determinato, il suo fisico provato da violenze e privazioni, potrebbe non reggere questa prova tanto impegnativa, ma questa è l’unica azione dignitosa che ha potuto intraprendere. Sono preoccupata ed addolorata, consapevole che solo un forte movimento di opinione riuscirà ad indurre il nostro paese ad impegnarsi per questo suo cittadino».

In parlamento, Marco Boato, deputato dei Verdi, ha presentato martedì un’interrogazione parlamentare al ministro della giustizia Clemente Mastella e a quello degli esteri Massimo D’Alema, per sapere «quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare nei confronti del Governo marocchino affinché, nell’immediato, sia assicurata piena assistenza al cittadino italiano Kassim Britel e affinché siano adottati tutti i necessari provvedimenti per la sua scarcerazione; quali iniziative il Governo intenda intraprendere affinchè la doverosa lotta contro il terrorismo interno ed internazionale non comporti la violazione dei princìpi, delle regole e delle garanzie dello Stato di diritto, quale è e deve essere lo Stato italiano».
Intanto, il caso di Kassim Britel è stato scelto come azione «spotlight» della Ong britannica Fair Trials International che a metà novembre aveva scritto sia a D’Alema che a Mastella per chiedere che il governo italiano intervenisse per garantire la scarcerazione di Kassim.
I due ministri non hanno ancora risposto e per questo Fair Trials sollecita un’azione di pressione, attraverso lettere e email, dirette sia al governo italiano che a quello marocchino.

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