Passo falso degli Springboks, la nazionale sudafricana di rugby, e sul terreno più scivoloso. Reduci vittoriosi dai campionati mondiali appena conclusi in Francia, gli Springboks sono stati accolti da eroi. Il Quindici sudafricano aveva programmato un tour nel paese, e nella zona di Johannesburg era prevista una tappa nella città di Soweto, uno dei luoghi simbolo della lotta contro l’apartheid.
All’ultimo momento, però, la visita a Soweto era stata cancellata e il responsabile comunicazione della Federazione sudafricana di rugby [Sarfu], Rayaan Adriaanse aveva cercato senza successo di sfuggire al placcaggio dei media adducendo «ragioni logistiche» ben poco convincenti. L’ondata di proteste partita dalla squadra di rugby di Soweto ha infine convinto gli Springboks a cambiare ancora idea e a inserire di nuovo Soweto tra le tappe del «victory tour».
Nonostante la popolarità dell’ala «nera» Bryan Habana, miglior giocatore del mondiale 2007, e nonostante la presenza di Thabo Mbeki alla finale contro l’Inghilterra, il rugby sudafricano non riesce a scrollarsi del tutto di dosso lo stigma pesante di sport white-only.






