Dopo qualche settimana di tregua relativa, le infrastrutture petrolifere dell’Eni nel Delta del Niger, in Nigeria, sono di nuovo sotto attacco. All’alba di venerdì un gruppo di uomini armati, a bordo di una decina di veloci barche, ha assalito la nave Mystras, una piattaforma galleggiante al largo del terminale di Bonny, nello stato nigeriano di Rivers. Sei lavoratori sono stati rapiti dai guerriglieri, con tutta probabilità appartenenti al Movimento di emancipazione del Delta del Niger, la più efficace e organizzata tra le formazioni armate che chiedono la redistribuzione dei profitti petroliferi e il risanamento dei danni ambientali causati da quarant’anni di trivellazioni. L’Eni sul suo sito precisa che tra i sei rapiti non ci sono italiani e parla di «nazionalità polacca, filippina e nigeriana» degli ostaggi. Un settimo lavoratore, nigeriano, sarebbe stato ferito in modo non grave. Il nuovo attacco del Mend alimenta il balletto del prezzo del petrolio sulla soglia dei novanta dollari al barile.
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