Tutti i timori sono stati confermati. Il primo giorno di stato d’emergenza in Pakistan si è aperto con le cariche della polizia contro le manifestazioni di protesta nelle principali città del paese e con centinaia, se non migliaia di arresti.
La polizia in tenuta antisommossa ha usato gas lacrimogeni e bastonate per disperdere i cortei organizzati a Rawalpindi, Lahore e Karachi dalle associazioni di avvocati, che contestano la sospensione della costituzione e l’attacco portato dal generale Pervez Musharraf alla Corte suprema. L’alta corte avrebbe dovuto giudicare il voto con cui il parlamento, tre settimane fa ha confermato Musharraf alla guida dello stato, ma adesso quasi tutti i giudici sono agli arresti, così come i principali oppositori del regime, tra cui l’ex campione di cricket Khan e l’ex primo ministro Anwar Sharif. Formalmente non agli arresti, invece, Benazir Bhutto, ma il suo partito, il partito popolare del Pakistan segnala che decine di suoi dirigenti sono stati bloccati dalla polizia.
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