Martedì 13 i cittadini danesi andranno alle urne per le elezioni politiche. Lo scenario politico, secondo l’analisi apparsa qualche giorno fa sul quotidiano britannico The Guardian, contiene una sorpresa. Si chiama Nasser Khader, 44 anni, padre palestinese e madre siriana, arrivato in Danimarca all’età di undici anni, dopo essere cresciuto in un villaggio vicino la capitale siriana Damasco. Khader ha fondato sei mesi fa un nuovo partito di centro, Nuova Alleanza al quale i sondaggi pre-elettorali attribuiscono tra il 4,5 e il 5,1 per cento dei voti. Se fossero confermati questi dati, Khader potrebbe essere l’ago della bilancia tra il partito di centro destra del premier uscente Anders Fogh Rasmussen e l’opposizione di centro sinistra guidata da Helle Thorning-Schmidt, quasi appaiati nei sondaggi. Il governo di minoranza di Rasmussen, inoltre, era alleato con il Partito del popolo danese, una formazione di estrema destra, terza forza politica nel paese, e caratterizzata da una forte retorica anti-immigrati. Khader, con la sua Nuova Alleanza, potrebbe quindi essere determinante per ribaltare il quadro politico danese.
Le sorprese non finiscono qui. Nel paese dove due anni fa era scoppiata la polemica per la pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto, c’è un’altra migrante di origine palestinese che aspira a un seggio in parlamento. Si tratta di Asmae Adbul-Hamid, 25enne candidata dei Verdi, musulmana osservante, che potrebbe essere in Europa la prima parlamentare a portare l’hijab, il velo indossato da molte musulmane osservanti per coprire i capelli.
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