Un giorno di relativa calma, in Pakistan, prima del venerdì che in molte moschee sarà di preghiera e di protesta. Dopo gli arresti dei giorni scorsi, l’attenzione giovedì si è concentrata sulla battaglia legale iniziata nella Corte suprema. L’organo che in teoria sarebbe di garanzia costituzionale è stato totalmente rinnovato dal presidente Musharraf, che ha nominato nuovi giudici dopo la proclamazione dello stato d’emergenza. Nonostante questo, le associazioni di avvocati che animano la protesta hanno deciso di presentare ricorso contro il decreto che ha sospeso la costituzione e contro la candidatura di Musharraf nelle prossime elezioni politiche, previste per gennaio. Nonostante le assicurazioni di Musharraf, che attraverso la stampa internazionale promette elezioni libere ed eque, i partiti di opposizione potrebbero boicottare le urne, se il voto si svolgerà con lo stato di emergenza ancora in vigore.
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