La Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato in prima lettura un disegno di legge che impedirebbe di modificare in futuro lo status di Gerusalemme. Il disegno di legge, che deve essere approvato tre volte prima di entrare in vigore, è stato presentato dal deputato Gideon Saar, del Likud. L’annessione di Gerusalemme Est nel 1967 e la successiva proclamazione della città quale «capitale indivisibile ed eterna» di Israele non è mai stata riconosciuta dalla comunità internazionale. Lo status finale della città, anzi, è uno dei nodi più controversi dei negoziati con i palestinesi che aspirano a fare di Gerusalemme est la loro capitale. Israele, finora, si è sempre rifiutata di discutere la questione, rinviandola a un fantomatico «accordo complessivo» che non ha per il momento alcuna speranza di materializzarsi. Saar ha spiegato che la sua proposta di legge mira a mandare un messaggio alla comunità internazionale: Israele non è disposta a rinunciare a Gerusalemme. E’ una pessima notizia soprattutto per l’amministrazione Bush che sta cercando di mettere in piedi una conferenza di pace, ad Annapolis, forse per il mese prossimo. La conferenza, nonostante il continuo via vai di Condoleezza Rice in Medio oriente, non suscita alcun entusiasmo, né tra i palestinesi, né tra israeliani, né tra gli alleati arabi di Bush. Un segno della scarsa fiducia di cui gode la Casa bianca, dopo sei anni di guerra preventiva, liste nere, stati canaglia e lotta al «terrorismo».






