Abiti puliti fa proseliti, denunciata anche la Gap

La crescente attenzione internazionale sullo sfruttamento minorile ottiene spesso l’effetto sperato: ieri, la famosa casa d’abbigliamento Gap ha annunciato una serie di misure, dopo che il giornale inglese The Observer aveva denunciato l’utilizzo di manodopera infantile in un laboratorio tessile di Dehli che confeziona gli abiti della famosa casa statunitense. Ironia della sorte: nella manifattura si producevano gli abiti della linea GapKids, rivolta ai bambini occidentali. Le vittime, anche di dieci anni, erano costrette a lavorare sedici ore al giorno, a vivere tra gli escrementi ed erano picchiati se non lavoravano abbastanza. La società, come di solito accade, si è giustificata dicendo che il produttore a cui si era rivolta aveva subappaltato la commessa. Gap ha stanziato 200 mila dollari per migliorare le condizioni lavorative nelle proprie fabbriche e ha annunciato, per l’anno prossimo, una conferenza internazionale sullo sfruttamento minorile.
Il presidente della società, Marka Hansen, ha promesso, in una lettera aperta pubblicata sul sito, che ai bambini che lavoravano nella piccola fabbrica degli orrori saranno pagati gli studi fino a quando non entreranno in età lavorativa. I bambini sono per ora ospitati in una casa-famiglia gestita dall’Ong Bachpan Bachao Andolan e si attende il verdetto del giudice che li lascerà liberi di far ritorno dalle loro famiglie nella regione del Bengala Occidentale. In India, nonostante la legge vieti l’impiego di bambini di età inferiore ai 14 anni in attività pericolose, lavorano tra i 12 e i 60 milioni di bambini, secondo le stime.

Mail_long
11 ottobre 20 ottobre 4 novembre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abbonati abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antimafia sociale antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api aprilia Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche auser Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biodiversità biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna Bolzano borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Camerun Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita carta Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro Cisgiordania città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comuni comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione