Classi separate per bambini di pelle chiara e scura: sembrano scene di apartheid sudafricano di una volta. Avviene nel cuore d’Europa, precisamente in tutte le scuole di alcune aree della Slovacchia orientale. I piccoli discriminati ovviamente sono i rom, di cui solo il 3 per cento ha accesso all’istruzione secondaria. La situazione, sconvolgente nella sua banalità, è stata resa nota ieri da un rapporto di Amnesty international e della Fondazione Soros intitolato «Still separate, still unequal». L’indagine arriva tre giorni dopo la condanna della Corte europea dei diritti umani contro la Repubblica ceca, rea di assegnare i rom a scuole speciali per bambini con problemi di apprendimento. «A prescindere dalla loro capacità individuale, molti bambini e bambine rom ricevono un’istruzione di serie B in classi segregate. Se il governo non riesce a fornire un’istruzione adeguata a tutti i bambini e le bambine rom, le loro prospettive d’impiego diventano scarse e si perpetua un ciclo di marginalizzazione e di povertà», ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del programma Europa di Amnesty.






