Come da copione, la Corte suprema del Pakistan ha confermato Pervez Musharraf presidente della repubblica. Il ricorso contro la sua elezione, avvenuta due mesi fa, era stato presentato dai partiti di opposizione che contestavano la regolarità del voto. Con lo stato d’emergenza, proclamato il 3 novembre, Musharraf ha sospeso la costituzione, rimosso tutti i giudici della corte costituzionale che avevano rifiutato di firmare il decreto e nominato nuovi giudici. Sono loro che hanno ricambiato il favore respingendo il ricorso dell’opposizione. Gli avversari politici del generale-presidente, al potere dal golpe dell’ottobre 1999, sostenavano che la sua elezione non era regolare perché non aveva ancora rinunciato alla carica di capo delle forze armate, che, in Pakistan, non è il capo dello stato. Con il verdetto della Corte, per quanto poco credibile, Musharraf incassa il primo successo politico da quasi un mese. E si prepara alle elezioni politiche fissate per il prossimo 8 gennaio.
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