Lo sciopero dei trasporti, andato avanti per nove giorni, è stato sospeso, anche se il sindacato Sudrail continua a sostenerlo. Molti ferrovieri sono amareggiati dalla fine del movimento, che in fin dei conti ha ottenuto solo l’apertura di negoziati sulla riforma dei regimi speciali delle pensioni. I negoziati dovrebbero concludersi prima di Natale, e se i risultati non saranno soddisfacenti il movimento potrebbe ricominciare. Ieri sono stati fermati tre presunti responsabili dei sabotaggi su alcune linee ferroviarie nell’est della Francia. E Nicolas Sarkozy ha detto oggi, con toni trionfanti: «Questa riforma l’ho promessa e l’ho attuata».
Per gli studenti invece, la giornata di ieri è stata un successo. Alle manifestazioni studentesche in tutto il paese c’erano anche liceali, insegnanti e ricercatori: il sindacato dell’insegnamento superiore [Snesup] e il collettivo «Salviamo la ricerca» hanno infatti aderito per protestare contro i poteri rafforzati dei presidi, il loro diritto di veto sulle nomine, la possibilità di impiegare precari, e la morte programmata delle scienze umanistiche. Oggi diversi licei, una decina a Parigi, sono bloccati o in agitazione. Come la metà delle università francesi. E questa mattina la Sorbona è stata di nuovo chiusa fino a lunedì 26, dopo gli scontri che hanno opposto gli studenti favorevoli allo sciopero e gli altri. Secondo l’amministrazione, «la libertà di studio non è garantita e la sicurezza delle persone nemmeno».






