Botswana, Lesotho, Mozambico e Swaziland hanno siglato nel finesettimana un accordo «temporaneo» di partenariato economico con l’Unione europea mirato a liberalizzare gli scambi commerciali. Definita dal commissario europeo al commercio, Peter Mandelson, «un passo storico nelle relazioni tra la UE e l’Africa australe» l’intesa è frutto dei negoziati condotti tra la Commissione europea e la comunità di sviluppo dell’Africa australe [Sadc]. Il Sudafrica, prima potenza economica della regione, e la Namibia, si sono riservate di «decidere entro i prossimi giorni se aderire o meno all’accordo», si legge in una nota. La Sadc e la Ue, aggiunge il comunicato, «hanno convenuto di proseguire le trattative in vista dell’arrivo, entro il 2008, a un accordo di partenariato economico pienamente effettivo».
Tra le organizzazioni contadine e non governative impegnate da anni contro questi accordi arrivano molte critiche e la denuncia che l’Ue avrebbe esercitato «pressioni» sui paesi dell’Africa australe che più dipendono dai suoi aiuti. Bruxelles, secondo Oxfam, cerca intese «squilibrate» nei confronti dei paesi africani che implicano «conseguenze potenzialmente devastanti sul loro modo di vita e le loro economie». Si conoscerà in dettaglio il contenuto dell’intesa siglata solo il 6 dicembre, Oxfam ritiene che l’Ue moltiplicherà questo genere di iniziative da qui alla data limite del 31 dicembre per spingere i paesi Acp [Africa-Caraibi-Pacifico] a sottoscrivere gli accordi di partenariato economico.






