La morte di due giovani, Moushin e Larami, in mini-moto, dopo lo scontro con una macchina della polizia, ha infiammato Villiers-le-Bel per la seconda notte consecutiva. Nel mirino: poliziotti, vigili del fuoco, macchine, negozi ed edifici. Non è per ora chiaro se si è trattato di un semplice incidente o di un abuso poliziesco. A niente sono serviti gli appelli alla calma lanciati dalle famiglie delle vittime. Le violenze si sono estese ad altri cinque comuni dei dintorni. Lanci di molotov e spari da pallettoni da una parte, lanci di lacrimogeni e flashballs dall’altra.
L’Eliseo ha fatto sapere che Nicolas Sarkozy riceverà mercoledì le famiglie delle due vittime. Il premier François Fillon, in visita a Villiers-le-Bel, ha dichiarato: «Nulla può giustificare le violenze di ieri sera. Sono inaccettabili», prima di aggiungere, «Chi spara sui poliziotti è criminale e verrà perseguito come tale». Ha inoltre annunciato il dispiegamento di un «dispositivo rinforzato» per questa sera. Il governo vuole evitare a tutti i costi che le rivolte si propaghino come nel 2005. Il bilancio di queste due notti di scontri è pesante, più di settanta poliziotti sono stati feriti e quattro lo sarebbero in modo grave. Le prime indagini dell’Ispezione generale della polizia nazionale scagionerebbero i poliziotti coinvolti nell’incidente ma i familiari delle vittime denunciano i ritardi dei soccorsi.
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