Il governo britannico si prepara a «consegnare» Bassora al governo iracheno e a trasferire sulle forze militari e di polizia irachene il compito di mantenere la sicurezza nella seconda città del paese, sbocco petrolifero sul Golfo persico. Il passaggio è molto delicato, perché, secondo un rapporto preparato da una commissione del parlamento britannico, le truppe di Sua maestà hanno sostanzialmente fallito la propria missione. La città, scrivono i parlamentari, è dominata dalle milizie armate di varie formazioni politiche irachene e anche nella polizia ci sono elementi «corrotti». Le critiche dei parlamentari arrivano mentre il governo si prepara a procedere a una drastica riduzione delle truppe in Iraq, che oggi sono 5 mila. Entro la primavera del 2008, il contingente dovrebbe essere dimezzato. Ma sono critiche anche retroattive, perché il rapporto sottolinea che il fallimento della missione «rimette in discussione l’intero senso della presenza militare britannica in Iraq», voluta dall’ex primo ministro Tony Blair. «Se il ruolo delle truppe britanniche–si legge–deve rimanere quello di proteggere se stesse all’interno della base aerea di Bassora, allora è la presenza delle truppe nell’Iraq meridionale che deve essere riconsiderata». Potrebbe essere il prologo a un ritiro completo, da effettuare eventualmente entro la fine del 2008 e a prescindere dalla situazione sul campo. Il governo di Gordon Brown non arriva a tanto, ancora, ma lascia una porta aperta, anche in vista di un possibile cambiamento di politica della Casa bianca dopo le prossime elezioni presidenziali.
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