Si è conclusa oggi a Ciudad de Guatemala la conferenza sullo sviluppo locale e l’economia solidale promossa dal ministero degli esteri con il sostegno della Banca centroamericana di integrazione economica. La conferenza, presieduta dalla viceministra degli esteri Patrizia Sentinelli, mirava a migliorare e ridefinire le modalità di intervento della cooperazione governativa italiana in Centroamerica e nei paesi andini. Patrizia Sentinelli ha insistito sulla volontà italiana di sostenere nella regione l’economia rurale delle zone indigene e l’economia tessile, oltre a ribadire che l’accesso al credito, a tassi bassi, è essenziale per le microimprese. «Nel dibattito internazionale sul futuro dello sviluppo, il riferimento all’approccio territoriale e all’economia solidale assume sempre di più un valore strategico quanto più avanza la globalizzazione e nello stesso tempo la sua crisi, che si manifesta in questi anni attraverso la crescita di povertà e guerre», ha detto la viceministra.
Alla conferenza, organizzata dalla cooperazione italiana in Guatemala, hanno partecipato le Organizzazioni non governative italiane e le organizzazioni di economia solidale che operano in Centroamerica. Da subito, queste ultime hanno fatto notare il mancato coinvolgimento delle organizzazioni locali, una critica accolta dal ministero degli esteri, che ha favorito il loro coinvolgimento informale. E qualcuno era venuto da lontano per fare sentire la propria voce e raccontare esperienze locali, convinto che bisogna fare rete per riuscire a sconfiggere la mercificazione dilagante. È il caso di Miguel de Miguel, dell’associazione integrale dei produttori organici dell’Ixcan [Asipoi], che riunisce 250 famiglie di contadini indigeni appartenenti a 23 comunità sparse nell’estremo nord del dipartimento del Quiché, al confine con il Chiapas. I soci dell’Asipoi, fondata nel 2000 per garantire ai contadini dell’Ixcan autonomia e autosufficienza, sono piccoli produttori di caffé, cardamomo, miele e agrumi. Il caffé – mischiato a quello prodotto dalle comunità zapatiste della cooperativa Yochin Tayel K’inal – è destinato in parte al commercio alternativo italiano, e viene venduto con l’indicazione «Tatawelo», che nella lingua dei maya tzotzil significa «avo antico». Il 30 per cento della produzione viene invece lavorato in Guatemala e venduto nel paese. «Abbiamo di fronte – spiega Miguel de Miguel – due problemi principali. Cerchiamo di fare a meno degli intermediari, quindi abbiamo pochi fondi disponibili, e poi dobbiamo fronteggiare la massiccia promozione pubblicitaria di cui godono i fertilizzanti chimici, molto diffusi in Guatemala. Un tempo producevano tutti in modo biologico, poi però si è persa la conoscenza tradizionale e i contadini hanno subito l’invasione dei fertilizzanti. Oggi è in corso una rivalutazione delle forme di produzione tradizionali, meno inquinanti e meno dannose per la salute, anche perché permettono di non essere dipendenti dalle multinazionali, ma è un processo lungo, che le istituzioni non favoriscono affatto». Per sostenere la commercializzazione del caffè Tatawelo e degli altri prodotti dell’Asipoi, l’Ong Cefa [Comitato europeo per la formazione e l’agricoltura] ha costituito un piccolo fondo che permette di anticipare i soldi ai produttori, facilitando cosi il loro lavoro. Un meccanismo che fa sì che i piccoli produttori possano essere retribuiti equamente per il loro lavoro e che i consumatori paghino un prezzo giusto. L’Asipoi non si occupa solo di commercio, ma cerca anche di garantire alle comunità coinvolte nel progetto la sicurezza alimentare, puntando per esempio a diversificare la produzione. I soci dell’associazione si dedicano così anche all’allevamento di pesci. Il pesce allevato è destinato al consumo locale ed è molto ricercato per le sue qualità nutritive. «Per ora – dice ancora Miguel de Miguel – non riusciamo a soddisfare la domanda di pesce fresco e stiamo lavorando per ampliare gli allevamenti». Per questo, insieme ad altri, l’Asipoi animerà a Ixcam il secondo forum-fiera della rete delle associazioni di scambio solidale Rais che si terrà l’11 e il 12 dicembre.
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