Com’era nelle più pessimistiche previsioni, il tribunale civile di Bangalore ha spiccato nei giorni scorsi un mandato di cattura internazionale nei confronti degli attivisti della Clean clothes campaign [Ccc, la campagna internazional di consumo critico «Abiti puliti» che negli ultimi mesi ha protestato contro Armani per le sue responsabilità nello sfruttamento di lavoratori asiatici] e dell’India Committee of the Netherlands, insieme ai provider del siti web, Antenna e Xs4all. Il ministro degli affari interni indiano ha ricevuto così facoltà dal tribunale di richiedere al governo olandese l’estradizione delle otto persone richieste a comparire in giudizio a Bangalore per aver diffuso dal proprio sito web informazioni sulle testimonianze raccolte dalle organizzazioni sindacali e della società civile indiana sulla violazioni dei diritti dei lavoratori alla Ffi di Bangalore. I reati contestati non saranno discussi in aula prima della prossima estate: ciò significa prolungare la censura preventiva di altri sette-otto mesi. L’Observatory for the protection of Human rights defenders [Fidh], ha diffuso un appello a sostegno della Ccc e dell’India Committee of the Netherlands ricordando che l’India è stata eletta nel 2007 per tre anni membro del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni unite, e come tale si è impegnata a garantire il più elevato standard di promozione e protezione dei diritti umani, compreso il pieno sviluppo dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali. E’ possibile sostenere l’appello del Fidh inviando un messaggio al primo ministro indiano da www.fidh.org/spip.php?article4860.
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