Attentato a Beirut, il Libano in piena crisi istituzionale

Un generale dell’esercito libanese è stato ucciso questa mattina da un’autobomba a Baabda, un quartiere cristiano di Beirut dove ci sono il palazzo presidenziale e molte ambasciate. Nell’attentato sono morte almeno due persone – il generale e la sua guardia del corpo – e otto sono rimaste ferite. François el-Hajj, era stato responsabile, la scorsa estate, delle operazioni contro i ribelli islamisti nel campo di profughi palestinesi di Nahr al-Bared, nel nord del paese, e era vicino al candidato favorito nelle elezioni presidenziali, il capo dell’esercito Michel Sleimane. Un duro colpo, per un paese in piena crisi istituzionale: il paese è senza presidente dal 23 novembre scorso, quando Emile Lahoud ha lasciato le sue funzioni. Ieri è stata rinviata per l’ottava volta la seduta parlamentare che deve designare il capo dello stato, la prossima si terrà lunedì 17 dicembre, ma rischia di fallire di nuovo. A quel punto, l’elezione sarebbe rinviata a marzo, quando si aprirà la nuova sessione del parlamento.

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