Si è aperta oggi a Parigi la conferenza dei donatori per i palestinesi, alla quale partecipano novanta paesi. Si spera di ottenere 5,6 miliardi di dollari per i prossimi tre anni. «Mi aspetto lo stop a tutte le attività di colonizzazione senza eccezioni – ha dichiarato il presidente palestinese Mahmoud Abbas – la demolizione delle 127 colonie illegali costruite dopo il 2001 e la riapertura delle istituzioni palestinesi chiuse a Gerusalemme». Abbas ha anche chiesto a Israele di levare i posti di blocco, metter fine alla costruzione del Muro fra Israele e Cisgiordania e liberare tutti i detenuti palestinesi.
Nicolas Sarkozy ha auspicato «la creazione, entro la fine del 2008, di uno stato palestinese indipendente, democratico e fattibile, che viva in pace e sicurezza accanto ad Israele». Uno Stato, ha affermato, che si estenderà «da Gaza, alla Cisgiordania e a Gerusalemme est».
Nei giorni scorsi il Comitato internazionale della Croce rossa è uscito dal suo neutrale silenzio per chiedere un’azione politica immediata per uscire dalla «profonda crisi» nei territori occupati e a Gaza. «Se chiamamo a un intervento politico – ha detto Beatrice Megevand Roggo, direttrice delle operazioni in Medio oriente, alla Bbc – è perché non pensiano che gli aiuti umanitari possano risolvere la situazione». Nel rapporto «Dignità negata», la Croce rossa descrive la vita dei 1,4 milioni di palestinesi asseragliati da un embargo economico che impedisce loro di accedere a lavoro, cure mediche e perfino cibo.






